Covid, Pregliasco a iNews24: “Con il freddo in arrivo colpo di coda anche in Italia”

Sulle terze dosi: "Vediamo man mano come evolve la pandemia con l'arrivo della stagione fredda, poi decideremo via via come agire".

Covid-19 pregliasco
Fonte: Facebook

In Uk sono stati temerari ed hanno aperto subito, mentre negli altri Paesi non c’è un alto numero di vaccinati”. Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, ai nostri microfoni commenta la situazione dei Paesi europei in cui l’andamento epidemiologico si sta aggravando. E spiega in cosa consiste la vaccinazione spray contro l’influenza che la Regione Lazio sta per avviare nelle scuole.

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In Lazio presto verrà sperimentato negli asili e nelle scuole materne il vaccino spray contro l’influenza. In cosa consiste?
Il vaccino per spray nasale, già conosciuto da diverso tempo, è vivo-attenuato. Si replica, però è stato adattato per vivere bene a una temperatura inferiore a quella del corpo umano. Quindi il virus crea un’infezione naturale delle prime vie aeree, ma trovando troppo caldo si distrugge e non determina malattia. Trova una bella risposta anticorpale perché silura in modo diretto la malattia”;

In cosa si differenzia dagli altri vaccini?
Gli altri sono per iniezione e sono tutti prodotti attraverso l’inattivazione di virus che viene coltivato in laboratorio, in uova o in cellule. Viene replicato il laboratorio, poi lo si uccide, lo si purifica e viene inoculato il cosiddetto uncino del virus, per proteggere e far sì che vengano sviluppati anticorpi neutralizzanti”;

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Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, afferma che è verosimile estendere la terza dose a tutti non appena ci saranno le evidenze scientifiche. Lei è d’accordo?
Per la terza dose hanno dato anche l’ok con Moderna, addirittura con mezza dose. Credo che bisognerà valutare man mano l’andamento del prossimo futuro. Questa pandemia si diffonde come le onde di un sasso in uno stagno. Le prime ondate sono state difficili e ci hanno preso alla sprovvista, ma ora assisteremo a piccole ondulazioni. È chiaro che il Sars-CoV-2 si diffonde, come quello dell’influenza, maggiormente col freddo, gli sbalzi termini e in luoghi al chiuso. Quindi dobbiamo immaginare un colpo di coda per questo inverno. Vedremo via via come sarà, ma guardando i Paesi dove il freddo arriva prima, come la Germania e la Gran Bretagna, speriamo di non arrivare a quei livelli. Se li raggiungeremo, potremo decidere di rafforzare le vaccinazioni”;

Nel Regno Unito si teme un duro inverno e il rischio di terapie intensive piene…
In Uk sono stati temerari ed hanno aperto presto tutto in modo esagerato. Negli altri casi hanno vaccinato molto poco”;

Sta parlando della Bulgaria e della Romania?
Non esiste un manuale. Ogni nazione ha provato con meccanismi diversi. C’è chi ha voluto dare un via libera che in questo momento non sembra essere stata la decisione migliore”;

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Quello che sta accadendo nei Paesi che hanno vaccinato di meno, potrebbe avere ripercussioni qui in Italia?
Assolutamente sì. Anche da noi stanno per arrivare freddo e sbalzi termici. Abbiamo riaperto le attività lavorative e le scuole. Bisognerà vedere solo quando arriverà anche in Italia il colpo di coda, ma rischiamo lo stesso scenario, con la compresenza del virus influenzale. In altri Paesi il freddo arriva prima e in più l’Uk ha commesso l’errore di aver riaperto tutto”;

Per nel Regno Unito c’è un alto numero di vaccinati…
In Uk, se vediamo i morti e i malati gravi, la vaccinazione sta tenendo”;

Cosa si sa della variante Delta plus?
La variante Delta plus è presente in piccole percentuali anche in Italia. Il dato inglese è intorno al 6-10% ed esiste da un po’. Il fatto che non abbia preso così tanto slancio vuol dire che non ha una grande capacità diffusiva. Sembra che non cambi le caratteristiche della malattia ma sarebbe solo un 10% più contagiosa. Quindi la colpa principale dell’Uk è non aver fatto niente. È chiaro che adesso debbano aumentare le restrizioni”;

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Chi ha ricevuto il vaccino di Johnson&Johnson potrà fare un’altra dose con Moderna o Pfizer. È più efficace?
Potrebbe dare risultati migliori. Walter Ricciardi però, è stato travisato: un’altra dose non va fatta dopo due mesi. J&J parte da una copertura non altissima e man mano si riduce. L’Fda ha detto che può essere fatta a partire da due mesi in poi. Comunque la prospettiva è fare a tutti una seconda dose e la vaccinazione eterologa dà ottimi risultati”;

In che modo?
Vaccini diversi fanno stimolare il sistema immunitario con anticorpi complementari in parti diverse dello Spike”.