Carburanti, prezzi alle stelle: l’allarme delle associazioni

Le associazioni dei consumatori denunciano che il prezzo del gasolio è ormai ai massimi dal 2014.

sciopero benzinai
Sciopero benzinai, c’è l’annuncio ufficiale (Pixabay)

Continua la corsa dei prezzi dei carburanti. Secondo i dati settimanali del Ministero della Transizione ecologica, si attestano, in modalità self service, a 1,746 euro per litro nel caso della benzina, a 1,608 per il gasolio e a 0,826 per il gpl. Le associazioni dei consumatori denunciano che il prezzo del gasolio è ormai ai massimi dal 2014.

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Assoutenti: “Ripercussioni negative a Natale. Governo intervenga”

Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, in una nota spiega: “L’andamento dei listini dei carburanti rappresenta ormai un’emergenza, con benzina e gasolio che costano oggi oltre il 21% in più rispetto ad inizio anno”. Ed aggiunge: “Incrementi che si ripercuoteranno non solo sui rifornimenti, ma sui prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti e sui costi logistici in capo a imprese e industrie. Il rischio concreto è che l’ondata di rincari e i maggiori costi determinati dal caro-benzina porteranno a una riduzione della spesa delle famiglie durante le prossime festività natalizie, con effetti devastanti per l’economia nazionale, che proprio ora si sta riprendendo dopo la crisi causata dal Covid”. Truzzi chiede al Governo di “intervenire con urgenza, tagliando la tassazione che vige sui carburanti in modo da contenere la crescita dei listini e limitare gli effetti indiretti del caro-benzina sui prezzi dei prodotti trasportati e sui costi per industria e imprese. In caso contrario, ci saranno ripercussioni negative sul prossimo Natale”.

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Cia-Agricoltori Italiani e Coldiretti: il caro carburante riduce il potere di acquisto delle famiglie

Anche la Cia-Agricoltori Italiani lancia l’allarme. “In Italia l’80% dei trasporti commerciali avviene su gomma, con i camion che fanno avanti e indietro anche fuori confine, percentuale che supera il 90% nel caso degli alimentati freschi”. Come spiega una nota, l’ortofrutta è “il segmento più a rischio, con la logistica che incide per quasi il 40% sul costo finale allo scaffale del supermercato”. Anche Coldiretti è d’accordo e parla di “sovranità alimentare del Paese”, da tutelare. “La crescita dei prezzi del petrolio è destinata a contagiare l’intera economia perché riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumentano anche i costi delle imprese. Infatti con l’avvio delle operazioni colturali autunnali gli agricoltori sono costretti ad affrontare rincari fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e ma concimazione”.

Il rincaro dei costi energetici, scrive Coldiretti, “riguarda anche il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’acquisto dei fertilizzanti, per l’essiccazione dei foraggi destinati all’alimentazione degli animali, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne”.

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Codacons: “Una vera e propria emergenza e il Governo resta immobile”

Anche il Codacons interviene in merito al caro-carburante. Secondo l’associazione dei consumatori, l’aumento dei costi causa una spesa maggiore annua per le famiglie di 430 euro per le auto a benzina e 419 euro in caso di auto a diesel. “Una vera e propria emergenza – dice il presidente Carlo Rienzi – contro la quale il governo resta immobile, mentre sarebbe urgente intervenire tagliando Iva e accise sui carburanti per salvare le tasche dei consumatori, sempre più impoveriti dagli effetti devastanti del caro-benzina”.