Vaccino J&J: 1,4 milioni di italiani verso il richiamo con un siero mRna

L'ha reso noto Franco Locatelli, durante la trasmissione Che Tempo che Fa in onda su Rai3, mentre faceva il punto sulla somministrazione di una seconda dose agli italiani che hanno ricevuto il vaccino monodose Johnson & Johnson.

Positiva dopo vaccino
Franco Locatelli (Foto: Facebook)

Il vaccino Johnson&Johnson è uno dei vaccini a vettore adenovirale, come quello di Astrazeneca, monodose. È di queste ore la notizia che è in corso un processo di revisione da parte di Fda e successivamente ci sarà certamente anche da parte di Ema, qualora arrivassero indicazioni, come è largamente possibile, di somministrare una seconda dose: un vaccino una messaggero avrebbe anche il vantaggio di generare una risposta immunologica migliore”. Così ieri Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e coordinatore del Comitato tecnico-scientifico (Cts) durante la trasmissione Che Tempo che Fa in onda su Rai3, mentre faceva il punto sulla somministrazione di una seconda dose agli italiani che hanno ricevuto il vaccino monodose Johnson & Johnson (circa 1,4 milioni).

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Secondo gli studi degli enti regolatori americani ed europei, l’efficacia del vaccino J&J sugli over 18 è del 72%, ma sale al 100% nel contrastare le forme gravi della malattia Covid-19. Da qui, la scelta del richiamo eterologo, come è stato consigliato a chi ha ricevuto Astrazeneca.

La questione era stata sollevata già da Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza: “Sono convinto che andremo a somministrare la terza dose a tutte le fasce di popolazione. Dopo sei mesi dalla seconda per chi è stato immunizzato con vaccini mina, dopo due mesi per chi è stato protetto con un’unica iniezioni di Johnson&Johnson”, aveva spiegato in un’intervista.

Chi dovrà fare la seconda dose di Johnson&Johnson

Nel caso di J&J infatti, “recenti studi hanno rilevato che, essendo un monodose, già dopo due mesi l’efficacia della protezione diminuisce sensibilmente soprattutto con la variante Delta. È dunque necessario che chi ha optato per questo vaccino, essendo meno protetto, effettui la dose booster”, ha aggiunto. Infine Ricciardi, analizzando i numeri delle somministrazioni, ha spiegato a chi verrà data la precedenza per la seconda dose: “Come avviene per chi ha fatto altri vaccini, anche in questo caso verrà data la priorità agli over 60, ma via via tutti gli altri dovranno fare la dose booster”.