Covid, Est Europa piegata da contagi: in Romania al via l’obbligo del green pass, la Romania invia i pazienti all’estero

La Bulgaria ha deciso di sperimentare l'obbligo del green pass per incentivare le persone a vaccinarsi. La Romania ha esaurito i posti letto in terapia intensiva disponibili.

Il Green Pass (foto Shutterstock).
Il Green Pass (foto Shutterstock).

In Romania e Bulgaria il quadro sanitario è critico e si prospetta un inverno molto difficile, a causa della bassa percentuale di vaccinati. La Bulgaria ha deciso di affidarsi al green pass per contenere i contagi. Giovedì 21 ottobre è entrato in vigore l’obbligo per accedere ai locali al chiuso, tranne che nelle farmacie, nelle banche e negli alimentari.

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Si tratta di un tentativo del ministro della Salute Stoycho Katsarov di dare una spinta alla campagna vaccinale che, ferma al 20,4% di immunizzati con doppia dose, posiziona la Bulgaria all’ultimo posto in Europa per percentuale di cittadini vaccinati. Se la tendenza non dovesse invertisti in 10-15 giorni, ha detto Katsarov in tv qualche giorno fa, c’è il rischio di esaurire la capacità sanitaria e il Paese sarà costretto a inviare i malati all’estero.

L’altra opzione, se l’obbligo del green pass non dovesse contribuire a raggiungere lo scopo di aumentare il numero dei vaccinari, sarebbe il lockdown totale. Le centinaia di persone scese in piazza a Sofia e nelle maggiori città della Bulgaria, sono contro l’obbligo del green pass.

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Contagi Covid: cosa sta accadendo in Romania

Il quadro sanitario è critico anche in Romania, che è il penultimo Paese europeo per numero di vaccinati con doppia dose (il 29,4% della popolazione). Entreranno in vigore nuove forti restrizioni per evitare la quarta ondata di contagi. Le scuole resteranno chiuse per almeno una settimana e l’obbligo del green pass verrò esteso ai negozi, esclusi alimentari e farmacie. La mascherina diventerà obbligatoria ovunque, sia all’aperto che al chiuso e la chiusura di bar e ristoranti è prevista per le 21. Le restrizioni varranno per un mese. I duemila posti letto di terapia intensiva della Romania sono tutti occupati e i primi cinquanta pazienti sono stati trasferiti in Ungheria e in Polonia. La situazione sembra aver sensibilizzato i cittadini, che venerdì 22 ottobre hanno deciso di vaccinarsi. Hanno infatti ricevuto la prima dose in 86mila.