Colpo di Stato in Sudan, arrestato il premier. L’esercito spara ai manifestanti

Interrotte le telefonate e internet per rendere più difficile un’eventuale reazione degli attivisti a favore della democrazia.

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Sudan – archivio (Getty Images)

Dopo due anni e mezzo, in Sudan è tornato il caos dopo l’arresto di alcuni membri del Governo da parte dell’esercito, tra cui figura anche il premier Abdallah Handok. Lo ha reso noto il Ministero dell’Informazione. “Dopo aver rifiutato di sostenere il colpo di Stato, il primo ministro è stato portato verso un luogo ignoto”, si legge nel comunicato.

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Un fonte di InfoAfrica/Rivista Africa racconta all’Agi che “in questi ultimi giorni eravamo tutti in attesa di questo momento, i segnali erano stati chiari, c’era movimento di gruppi legati al Jem di Minni Minnawi e agli islamisti, i quali avevano organizzato il corriere per portare dimostranti davanti alla sede del Palazzo presidenziale, di fatto senza trovare ostacoli da parte dell0esercito che è sostenuto da questi stessi gruppi”.

Interrotte le comunicazioni telefoniche e internet

La fonte ha deciso di restare anonima per motivi di sicurezza: “La situazione non è ancora chiara, pare che Hamdock sia stato condotto via dalla sua residenza, ci aspettiamo a breve una dichiarazione ufficiale da parte dell’esercito. Intanto le strade del centro sono vuote perché gli accessi alla città sono stati chiusi. E sono state interrotte anche le comunicazioni telefoniche e quelle internet”. L’interruzione servirebbe a rendere più difficile un’eventuale reazione degli attivisti a favore della democrazia, che potrebbe diventare una manifestazione di piazza.

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Atteso lo Stato di emergenza. Forse verrà sospesa la Costituzione

È attesa la dichiarazione dello stato di emergenza. A breve il generale Fattah Al Burhan, presidente del Consiglio sovrano del Sudan, ritenuto l’artefice del colpo di Stato, potrebbe già tenere un discorso alla nazione. Secondo l’emittente Al-Arabiya potrebbe essere sospesa la Costituzione.

I militari hanno fatto irruzione nella sede della televisione e radio di Stato per arrestare i suoi impiegati. A riferirlo, il ministro dell’informazione: “Le forze militari congiunte hanno pres d’assalto il quartier generale della tv e della radio a Omdurman ed hanno arrestato un certo numero di membri del personale”, ha scritto in una nota su Facebook.

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Chiuso l’aeroporto di Khartoum e l’esercito ha aperto il fuoco sui manifestanti

L’aeroporto di Khartoum è stato chiuso, rendendo impossibile entrare e uscire dal Paese. L’esercito sudanese ha aperto il fuoco sui manifestanti scesi in piazza a Khartum contro il golpe militare. A riferirlo, il Ministero dell’Informazione sudanese. Fonti mediche hanno parlato di almeno dodici persone ferite. Le manifestazioni sono cominciate dopo un appello della Sudan Professional’s Associations, un gruppo politico a favore della democrazia che ha invitato le persone a scendere in piazza per resistere.

Il ministero, sempre su Facebook, ha spiegato che i militari hanno utilizzato “munizioni vere” contro i manifestanti che si trovavano vicino al quartier generale dell’esercito nel centro di Khartoum.

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La situazione politica in Sudan

Il Sudan, dal 2019, sta attraversando un momento di transizione difficili dalla caduta del presidente Omar al-Bashir. Da agosto 2029 il Paese è stato nelle mani di un’amministrazione civile-militare incaricata di supervisionare il momento di transizione.
La protesta a Khartum contro il governo sudanese andava avanti da circa dieci giorni. I manifestanti sono diventati sempre più numerosi e hanno organizzato dei sit-in nelle vicinanze del palazzo presidenziale, chiedendo che l’esercito prendesse il potere.