Segreteria M5s, Dieni a iNews24: “Ok le nomine dei vice, ma non vogliamo essere un Pd sbiadito”

La deputata del M5s, Federica Dieni, smorza le polemiche relative alla tensione per le nomine dei cinque vice di Giuseppe Conte, ma sottolinea la necessità di un maggior confronto tra il gruppo dirigente e i parlamentari: “Il problema non sono i nomi, ma la necessità di riorganizzare l’azione politica del Movimento”

Federica Dieni (foto da Facebook)

Il pessimo risultato elettorale raccolto dal M5s alle elezioni amministrative sembra aver lasciato più di qualche strascico all’interno del gruppo parlamentare; un nervosismo che sembra essersi palesato anche nella giornata di ieri, durante l’assemblea per la nomina dei vice di Giuseppe Conte.

“Non ero presente all’assemblea, quindi non posso parlarne, detto ciò è innegabile che il risultato delle elezioni abbia deluso molti di noi, soprattutto chi si aspettava un esito decisamente diverso dalle urne”

Assemblea a parte, anche le stesse nomine dei vice che affiancheranno Conte nella riorganizzazione del movimento hanno effettivamente creato qualche polemica…

“In realtà il problema non verte intorno ai nomi, anche perché le persone scelte sono tutte di alto profilo. Quello che però il gruppo vuole portare all’attenzione è la necessità di una riorganizzazione delle idee e dei contenuti dell’azione politica del M5s”

Che praticamente significa?

“Significa trovare una nuova identità politica, ovviamente partendo da quello che siamo stati, e da lì sviluppare il nostro intervento a partire dai temi fondamentali ed essere riconoscibili come movimento. Non possiamo ridurci ad essere appannaggio di altri partiti politici, rischiando così di appiattirci su posizioni che non ci appartengono, né tanto meno vogliamo essere un Pd sbiadito, ma avere la nostra identità e i nostri contenuti, perché questo è ciò che le persone si aspettano da noi”

La linea politica di Conte e la riorganizzazione del M5s

m5s conte
Giuseppe Conte (Foto: Getty)

Se non sono i nomi quindi, è la linea politica e la strategia delle alleanze intrapresa da Conte ad essere sotto esame?

“Si è scelto di partire con i nomi, ed era un passo necessario per poter avere finalmente una Segreteria e poter organizzare il lavoro che ci aspetta. Quello che mi auguro è che ora si riesca a definire al più presto una serie di incontri e discussioni interne per poter confrontarci sui temi e rinforzare la nostra identità”

C’è anche chi ha parlato di una struttura organizzativa un po’troppo a trazione sudista del nuovo M5s.

“Non è vero, questo davvero non mi risulta, anche perché non c’è alcun dubbio che le persone scelte da Conte siano tutte molto valide”

Sembra che anche la richiesta di anticipare la fine del mandato di capogruppo alla Camera di Davide Crippa non abbia contribuito a rasserenare l’ambiente…

“Credo che il Comitato si sia espresso in questa direzione, anticipando di qualche settimana la fine del mandato del capogruppo uscente, solo per avere il tempo necessario per poter valutare attentamente le prossime scelte, ma posso garantire che sotto questo punto di vista non ci sono particolari frizioni nel gruppo. È unicamente una questione organizzativa, per evitare che si vada a scadenza durante il periodo che precederà l’elezione del Presidente della Repubblica, non un problema di poltrone o personalismi”

Riuscirete a tenere insieme tutti i pezzi ed evitare ulteriori scossoni,  anche in previsione delle prossime scadenze, prima tra tutti, come ben ricordava, la rielezione del Presidente della Repubblica?

“Innanzitutto bisogna ripartire da subito con gli incontri e con una maggior volontà di ascoltare il gruppo, ma più di ogni altra cosa serve stabilire un confronto continuo, sia con la Segreteria che con il Presidente Conte, affinché si costruisca un collante tra il gruppo parlamentare e chi riveste ruoli di direzione nel partito. Per il resto non posso sbilanciarmi prevedendo cosa accadrà da qui alle votazioni per il Quirinale”