Gelmini, Brunetta e Carfagna guidano la ribellione moderata in Forza Italia

Anche Brunetta e Carfagna si schierano con Maria Stella Gelmini che ieri aveva denunciato la deriva filosovranista del partito. Berlusconi prova a minimizzare, ma i moderati promettono battaglia.

Processo Ruby Ter
Berlusconi e Gelmini (getty)

Nemmeno le parole di Berlusconi, che aveva derubricato le dichiarazioni del Ministro Mariastella Gelmini a semplici intemperanze, sembrano placare il malcontento che serpeggia nel gruppo forzista. A dare man forte alla Gelmini infatti sono arrivati i colleghi Mara Carfagna e Renato Brunetta, che hanno sottolineato come quello del ministro degli Affari regionali non fosse uno sfogo personale, ma una denuncia politica per il modo in cui viene gestito il partito.

Dopo il richiamo del Cavaliere, è la stessa Gelmini a rincarare la dose, dichiarando successivamente come il suo pensiero sia in realtà condiviso da metà del gruppo parlamentare di Forza Italia. Pochi giorni fa infatti, l’ex ministro dell’Istruzione del governo  Berlusconi IV aveva espresso il suo malcontento dovuto all’eccessivo schiacciamento del partito sulle posizioni sovraniste di Fdi e Lega.

Anche Brunetta e Carfagna nel fronte antisovranista

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Il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna

Anche Renato Brunetta ha voluto prendere la parola sulla questione, schierandosi apertamente con la Gelmini e dimostrando di condividere le preoccupazioni dell’ala più moderata del partito: ”È inutile ignorare quanto è accaduto tra persone che ambiscono solo a rilanciare Forza Italia che ha un’occasione, ma vive un momento di difficoltà innegabile. Il malcontento c’è ed è figlio soprattutto della sospensione, causa pandemia, del funzionamento degli organi di partito”.

Gli fa eco il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, che dopo il tentativo di Berlusconi di minimizzare le parole di Gelmini, non ha esitato a schierarsi apertamente con la collega di Governo: “Penso che Gelmini abbia avuto il merito di esprimere un disagio profondo, diffuso e condiviso. Far finta che tutto va bene non è la migliore soluzione per chi vuole bene al proprio partito. Evidentemente ha ragione la ministra quando dice che al presidente Berlusconi viene rappresentata solo una parte della realtà”. Poi la stoccata, che punta l’indice contro i pessimi risultati raccolti dal partito negli ultimi anni: “Quando un’azienda dimezza il proprio fatturato si riunisce il Cda e si ragiona sulle azioni da intraprendere, per non fallire. Forse ci si aspettava questo. E questo non è accaduto”.

I tre ministri comunque, al momento, non hanno alcuna intenzione di creare frazionamenti o scissioni all’interno della casa madre, almeno fino all’elezione del prossimo Presidente della Repubblica, ruolo per il quale lo stesso Berlusconi intende giocarsi tutte le sue carte e per cui ha bisogno del sostegno sia di Salvini che di Meloni. “Nessuno si illuda che usciremo da Forza Italia- ci ha tenuto a ribadire Brunetta- noi la battaglia la facciamo da dentro”