Covid-19, cos’è la variante Delta plus presente anche in Italia

Il genetista Zollo: "La situazione epidemiologica potrebbe peggiorare se dovesse restare elevato il numero delle persone non vaccinate".

(Pixabay)

La variante Delta plus, comparsa recentemente e poco conosciuta, è presente anche in Italia, con nove casi identificati tra settembre e ottobre. Il suo nome scientifico è AY.4.2 ed è indicata con la sigla B.1.617.2.4.2.

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Ad oggi le sequenze depositate sono 1860 e si trovano nella banca internazionale Gisaid, analizzate dagli esperti del CEINGE – Biotecnologie avanzate di Napoli. Secondo gli studi. Per la maggior parte provengono dalla Gran Bretagna e le rimanenti sono distribuite, anche se con piccoli numeri, in una decina di Paesi europei, tra i quali l’Italia e anche negli Stati Uniti. 

Rochelle Walensky, direttrice dei Centers of Diseases Control (Cdc) americani, in una riunione alla Casa Bianca per fare il punto della pandemia, ha affermato che al momento non ci sono prove che AY.4.2 influisca “sull’efficacia degli attuali vaccini o terapie”. 

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Di questa variante sappiamo ancora molto poco e un’ipotesi, tutta da verificare, è che possa essere un esempio di come il virus Sars-CoV-2 provi a sfuggire ai vaccini”, commenta all’Ansa Massimo Zollo, genetista dell’Università Federico II di Napoli e coordinatore della task force Covid-19 del CEINGE. “Se l’ipotesi dovesse essere confermata, la situazione epidemiologica potrebbe peggiorare se dovesse restare elevato il numero delle persone non vaccinate”.