Green pass, Bassetti a iNews24: “Tampone valido 15 giorni in attesa del vaccino, certificato solo a vaccinati e guariti”

Secondo l'infettivologo dovrebbe essere cambiata la strategia: "La certificazione ottenuta col tampone potrebbe valere solo 15 giorni, in attesa del vaccino e se non ci si vaccina, non si può ottenere".

Matteo Bassetti
Matteo Bassetti (photo screenshot da Instagram)

Le farmacie hanno un ruolo fondamentale per i malati di questo Paese, mi chiedo se sia giusto che adesso lavorino praticamente solo per fare i tamponi”. Così Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico di Genova, ai nostri microfoni: “Cambiamo la regola del green pass e diamolo solo a chi è vaccinato o ha avuto la malattia”.

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Il generale Figliuolo ha chiesto alle regioni di agevolare le farmacie affinché possano continuare ad effettuare tamponi antigienici rapidi oltre gli orari di servizio e nelle giornate di chiusura, anche a chi non si è prenotato.
In questo momento sono davanti a una farmacia. Queste ultime hanno un ruolo fondamentale per i cittadini a cui servono le medicine. Mi chiedo se sia giusto che adesso praticamente lavorino solo per fare i tamponi a qualcuno che ha deciso di non vaccinarsi. Secondo me non è giusto”;

Come risolverebbe la questione?
Cambiando la regola del green pass e dandolo solo a chi è vaccinato o ha avuto la malattia. La certificazione ottenuta col tampone potrebbe valere solo 15 giorni, in attesa del vaccino e se non ci si vaccina, non si può ottenere. Ovviamente bisognerebbe capire anche quali sono i lavori che per essere svolti necessitano della vaccinazione”;

Andrea Costa, sottosegretario alla salute, su Sky TG24 ha affermato che entro quest’anno potremmo raggiungere le capienze al 100%…
Dico che secondo me si poteva arrivare subito al 100% di capienza allo stadio, entrando con il green pass. A Capodanno la capienza in discoteca dovrà essere al 100%”;

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In Lettonia torna il lockdown, mentre in Russia le zone rosse. Come mai?
Lì mi sembra essere tornati al nostro 9 marzo 2020. A distanza di un anno e mezzo siamo tornati molto più indietro del pensabile. Questo è legato unicamente al fatto che in Russia hanno prodotto un vaccino che hanno esportato ma non hanno utilizzato. La popolazione vaccinata è al 25%, mentre in Lettonia siamo a una percentuale del 30. I dati ci dicono che dove le vaccinazioni non sono state fatte, le cose vanno male. Questo è a conferma di quando dicono fin dal primo giorno i sostenitori dei vaccini. Se ne dovranno convincere i no-vax e gli scettici: l’unico modo per uscire dalla pandemia è la vaccinazione universale”;

Come si auspica in Italia?
I dati sono abbastanza impressionanti. Possiamo anche vaccinare gli anziani e i fragili, ma se non lo facciamo anche con il resto della popolazione, alla fine ci sono lo stesso danni. Non moriranno più gli anziani, ma i giovani. Questo è un dato che rende ragione alla politica vaccinale italiana, che è stata fatta molto bene e che ci pone ai vertici in Europa”;

È d’accordo quindi, con il premier Mario Draghi?
Ho ascoltato con molta attenzione Draghi e penso che nessuno scienziato del nostro Paese avrebbe potuto fare un discorso migliore. Ha guardato il bicchiere mezzo pieno, a differenza di molti altri, politici compresi”;

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In che senso?
Ha ringraziato i 46 milioni di italiani che si sono vaccinati con diligenza. Poi ha ringraziato sanitari e medici, che hanno subito molti attacchi da una certa parte. Siamo stati insultati nelle piazze e costretti alla scorta. Draghi ha messo la parola fine, spero, a questo tam tam che ci ha resi protagonisti in senso negativo”;

In Gran Bretagna ci si aspetta un inverno duro con un aumento dei contagi, e si teme una pressione ospedaliera.
In Gran Bretagna hanno sbagliato tre cose. Non hanno proposto rapidamente la terza dose, e avrebbero dovuto farlo tre mesi fa visto che hanno cominciato a vaccinare nella prima settimana dicembre 2020. Poi hanno aperto troppo presto, quando avevano solo il 65% circa dei vaccinati con doppia dose. In terzo luogo hanno sbagliato a togliere le restrizioni tout-court. Hanno fatto tre errori da non commettere e noi non li stiamo commettendo”;

Raggiungeremo l’immunità di gregge?
Se andremo verso il 90% della popolazione vaccinata o immune, a quel punto potremo veramente parlare di una svolta, perché del del 10% mancante farebbero parte i ragazzini e una piccola parte di persone non vaccinate. Se ho capito quello che Draghi ha detto, ed io lo condivido sia da cittadino sia da medico, è che non possiamo continuare a dire alle persone di fare le stesse cose di quando non erano vaccinate. Con questo virus non arriveremo mai all’immunità di gregge, ma con il 90% della popolazione vaccinata potremo arrivare a “un’immunità di ragionevole sicurezza”;

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Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e portavoce del Cts ha affermato che è difficile raggiungere l’immunità di gregge e che bisogna procedere con le terze dosi per tutti. È d’accordo?
Secondo me potremo dire che arriverà quando avremo il 95% dei vaccinati. Ad oggi sarei più dell’idea di pensare ad arrivare a quel 90% di immunità di ragionevole sicurezza”;

E sulle terze dosi per tutti?
Vanno assolutamente fatte. Brusaferro non ha detto quando. Credo che tutti faremo la terza dose. Entro la fine dell’anno dovranno farla con urgenza gli ultraottantenni e i più fragili. Poi scendiamo agli anziani dai 60 anni in poi e infine a tutti gli altri, in un secondo momento. Ma ora la premura è vaccinare chi non ha nemmeno una dose. Mi auguro che anche chi dovrà fare i tamponi ogni due giorni si stufi”.