“Falsi nei bilanci comunali” indagati il sindaco di Palermo e altri 23 tra assessori ed ex dirigenti

A tutti è stato notificato un avviso di conclusione indagini della Procura di Palermo che gli contesta l’accusa di “falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico”.

Leoluca Orlando - Foto di Facebook
Leoluca Orlando – Foto di Facebook

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando è indagato insieme ad altri ventitre tra assessori, dirigenti e capi area comunali per falso nei bilanci comunali. A dare la notizia è il quotidiano La Repubblica. A tutti è stato notificato un avviso di conclusione indagini della Procura di Palermo che gli contesta l’accusa di “falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico”. Le indagini, state condotte dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, avrebbero accertato numerose irregolarità nei bilanci dal 2016 al 2019.

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“Ho avuto comunicazione dell’avviso di un’indagine, esaminerà gli atti depositati dalla Procura della Repubblica e per fare massima chiarezza attendo di essere ascoltato dai magistrati titolari delle indagini sul merito e sulle competenze una una materia, peraltro, particolarmente tecnica”, ha scritto su Facebook il sindaco Leoluca Orlando.

Le indagini sono state condotte dai sostituti procuratori Andrea Fusco e Giulia Beux che nel provvedimento scrivono: “I pubblici ufficiali sottoscrivevano e inviavano all’ufficio Ragioneria generale delle schede di previsione di entrate sovrastimate (tenuto contro dei dati – a loro noti – degli effettivi accertamenti delle entrate nelle annualità precedenti) così inducendo in errore il consiglio comunale di Palermo sulla verità dell’atto, determinandolo ad adottare la deliberazione con la quale veniva approvato il bilancio di previsione”.

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Ad Orlando viene contestata anche una direttiva del 18 giugno 2018, scrive l’Ansa, “per avere in un atto pubblico facente fede fino a querela di falso… esposto dati falsi ed in particolare riportato crediti da riconoscere/transigere del Comune verso le società partecipate inferiori rispetto a quelle reali”. Si riferiscono ai debiti del Comune verso l’Amat, la società che gestisce il trasporto pubblico in città. Sarebbero stati “quantificati falsamente in soli 197mila euro per l’anno 2016, a fronte di crediti della società privi di impegni di spesa pari a 8 milioni e 980mila euro”.