“Nessuno entra in Senato senza green pass”, Laura Granato (AC) interdetta dai lavori per 10 giorni

Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, ha letto la deliberazione: “È vietato l’accesso in tutte le sedi del Senato al parlamentare che non esibisce il green pass”.

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Senato della Repubblica (Getty Images)

I senatori che non mostrano il green pass non possono accedere a Palazzo Madama. Lo ha stabilito il Consiglio di presidenza del Senato convocato d’urgenza per discutere il caso Laura Granato, senatrice di Alternativa C’è (ex 5 Stelle) che ha deciso di non esibire la certificazione verde, recandosi alla seduta della commissione Affari Costituzionali.

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Appresa la notizia, Dario Parrini, presidente della commissione, ha sospeso la seduta e segnalato il caso all’Ufficio di Presidenza che a sua volta ha ribadito l’obbligo del green pass. I senatori quindi, come tutti i cittadini devono recarsi al lavoro con la certificazione. L’annuncio è stato dato in Aula da Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, che ha letto la deliberazione: “È vietato l’accesso in tutte le sedi del Senato al parlamentare che non esibisce il green pass” ed ha annunciato una sanzione di dieci giorni di interdizione dai lavori per chi non rispetti le regole. Il provvedimento, ha aggiunto, “è stato applicato con efficacia immediata” a Granato, che per i prossimi dieci giorni non potrà partecipare alle attività del Parlamento.

Laura Granato - Foto di Facebook
Laura Granato – Foto di Facebook

Gia nei giorni scorsi, riporta il Corriere della Sera, la senatrice aveva rifiutato di esibire il green pass al ristorante interno del Senato dove non viene più chiesta da quando i controlli sono stati spostati all’ingresso dell’ufficio. “Il rischio è che tutti questi atti del governo spazzino via 70 anni di democrazia – commenta Granato al Corriere – Per poter entrare in commissione e illustrare gli emendamenti mi si chiede un attestato di obbedienza ad un governo e a provvedimenti che io invece voglio contestare”. Ed aggiunge: “Quando sono fuori dal Senato per rispettare tutte le regole cui sono sottoposti anche gli altri cittadini lo esibisco, ma nel luogo deputato alla rappresentanza dei cittadini mi rifiuto di piegarmi a una distorsione del regolamento, oltretutto derivante da un decreto legge, un atto unilaterale del governo che ancora non è stato convertito in legge e che adesso il Parlamento sta discutendo”.