“Mai più fascismi”, in piazza San Giovanni la manifestazione di CGIL, CISL e UIL

Grande partecipazione alla manifestazione convocata dai sindacati confederali in risposta all’assalto di sabato scorso alla sede nazionale della Cgil. Presenti in piazza anche diversi rappresentanti delle forze parlamentari di centrosinistra, mentre Lega e Fdi, come annunciato, disertano l’evento.

La manifestazione di Roma “Mai più fascismi” (foto Facebook CGIL)

Dopo l’assalto alla sede della CGIL nazionale di sabato scorso a Roma da parte di militanti di Forza Nuova e manifestanti No Green pass, le sigle dei sindacati confederali e le forze politiche di centrosinistra si sono date appuntamento per oggi, sempre nella Capitale per sfilare in corteo e manifestare in un sit in a Piazza San Giovanni. “Mai più fascismi” è stato in nome con cui gli organizzatori hanno voluto battezzare l’iniziativa di oggi che ha visto la partecipazione di 200 mila persone, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, 50 mila invece per la questura. La giornata è iniziata con un corteo partito da Piazza dell’Esquilino verso le 12.30 che ha poi percorso via Merulana, Viale Manzoni e Via Emanuele Filiberto, fino a raggiungere piazza San Giovanni che già era gremita intorno alle 13.30.

La manifestazione di oggi si è svolta anche alla vigilia del secondo turno delle elezioni amministrative, con una tempistica che ha creato più di un malumore soprattutto dalle parti del centrodestra dove i rispettivi leader, Salvini e Meloni in primis, avevano criticato la scelta dei sindacati e proposto di far slittare la manifestazione a tornata elettorale conclusa. Proposta rispedita al mittente da parte dei rappresentanti sindacali e dunque, come era prevedibile, partecipazione all’iniziativa ritirata da parte di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia.

Presenti in piazza invece il Segretario del Pd, Enrico Letta, insieme al candidato sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e al ministro del Lavoro, Andra Orlando, così come il gruppo dirigente del M5s con il presidente Giuseppe Conte, il ministro degli esteri Luigi di Maio e l’ex guardasigilli Alfonso Bonafede.

Gli interventi dal palco di San Giovanni

“Mai più fascismi” (Foto Facebook CGIL)

Il primo a parlare dal palco di San Giovanni è stato il Segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, che proprio in riferimento alle polemiche politiche dei giorni scorsi ha esordito dicendo che “l’attacco squadrista al sindacato imponeva solo una cosa: essere qui oggi e portare la nostra solidarietà contro tutti i fascismi. Spiace che qualcuno dissenta, ce ne fremo una ragione, perché per noi l’antifascismo, come la difesa della democrazia, la crescita economica e la lotta alla povertà, sono facce della stessa medaglia”. E ancora: “Si proceda immediatamente allo scioglimento delle organizzazioni neofasciste” ha proseguito Sbarra, chiedendo ai partiti dell’arco costituzionale di essere uniti rispetto alla discussione che si aprirà in Senato sulla mozione proposta da Pd, M5s, Leu e Italia Viva per lo scioglimento di Forza Nuova e di altri gruppi della galassia neofascista. Il leader della Cisl ha voluto toccare anche il tema dell’obbligo vaccinale: “é molto grave che il governo e il Parlamento non l’abbiamo ancora fatto per mera convenienza politica, ed è ancora più grave che per non affrontare queste contraddizioni si siano scaricati i conflitti sul mondo del lavoro”.

A seguire l’intervento del segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, che dopo aver ringraziato i manifestanti presenti in piazza, si è rivolto a chi invece aveva deciso di non partecipare: “Avete perso un’occasione” ha dichiarato il leader sindacale, “perché in questa piazza c’è la nuova Resistenza”. Bombardieri ha poi spiegato come “non si debba far confusione tra i neofascisti protagonisti delle violenze di piazza e chi invece manifesta i propri dubbi nei confronti della vaccinazione, sottolineando però che “se quelle persone possono oggi manifestare liberamente le loro perplessità, lo devono anche a quell’80% di italiani già immunizzati”.

Subito dopo è stato il turno del segretario della Confederazione europea dei sindacati, Luca Visentini, che dal palco ha chiesto “la sospensione dei brevetti a livello internazionale e l’aumento della capacità tecnologica e di produzione dei vaccini in Europa e nel mondo”. Poi l’affondo ai gruppi neofascisti: “L’estrema destra in Europa sta strumentalizzando la pandemia, prima lo faceva con i migranti e ora contro i vaccini, e lo fa alimentando un modello di tipo eversivo. Movimenti populisti e neofascisti guadagnano posti anche al Paramento europeo, ma dove arrivano al potere finiscono sempre per mostrare il loro volto, quello di un neoliberismo autoritario che schiaccia e comprime i diritti sociali e del lavoro”

L’intervento del leader della Cgil

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini (foto Facebook Cgil)

Salito sul palco intorno alle 15.30, Maurizio Landini ha iniziato il suo intervento ringraziando la piazza gremita di bandiere, “una piazza che parla a tutto il Paese,  anche a chi non è qui”. Secondo il segretario della CGIL, proprio la massiccia partecipazione alla manifestazione è “la miglior risposta allo squadrismo fascista”. Per Landini anche per questo “è necessario costruire una rete antifascista e democratica che sia continentale, perché la democrazia non si esporta con le guerre, ma con il lavoro e i diritti”.

Poi è tornato sull’assalto di sabato scorso: “Ci hanno attaccato proprio per il ruolo che i lavoratori sono stati in grado di svolgere sempre nella storia. L’attacco al sindacato, alla Cgil, è un attacco alla dignità di tutto il Paese. Siamo qui per difendere ed estendere la democrazia nel nostro paese e in Europa”. Il leader della Cgil ha poi proseguito: “Questa piazza rappresenta tutta l’Italia che vuole cambiare e che vuole chiudere la storia di violenza politica che colpisce tutta la società. Essere antifascisti lo si è per garantire la democrazia di tutti e i principi della nostra Costituzione, motivo per cui chiediamo a gran voce verità per Giulio Regeni”.

Dopo aver annunciato dal palco la notizia dell’ennesimo caso di incidente sul lavoro, costato la vita ad un operaio, Landini si è scagliato contro le aziende che “in nome del profitto, non rispettano le norme di sulla sicurezza”. “Questa è una strage che non possiamo permetterci. Abbiamo ottenuto una norma importante del governo ma il problema è prevenire. Per le imprese la sicurezza sul lavoro deve diventare un vincolo e non un costo”, ha dichiarato il leader sindacale, che ha poi attaccato il governo per il mancato intervento nella questione delle delocalizzazioni ad opera delle multinazionali. Sul finire dell’intervento, parlando dell’aumento della povertà, arriva il ringraziamento a Don Ciotti, anche lui presente in piazza e salito poi sul palco a fianco al leader della Cgil.