No Green pass, Castellino dal palco: «Assediamo la Cgil», parla l’autore dello scoop di Quarta Repubblica: «Minaccia sottovalutata»

Il videoreporter Alessio Viscardi era in Piazza del Popolo per documentare la manifestazione: "Mi sono chiesto come mai nessuno fosse intervenuto per bloccare il corteo"

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Come è possibile che nonostante Giuliano Castellino avesse annunciato dal palco di Piazza del Popolo l’intenzione di assediare la sede nazionale della Cgil alle 16:30 di sabato 9 ottobre, le forze dell’ordine non abbiano fatto nulla per impedire la vandalizzazione del sindacato un’ora e un quarto più tardi?

Quarta Repubblica di Nicola Porro ha mandato in onda un servizio girato in piazza quel giorno, filmato realizzato dal videoreporter Alessio Viscardi e che mostra il leader di Forza Nuova arringare la folla No Green pass per incitarla all’assedio.

Lo scoop di Quarta Repubblica

«Noi oggi partiamo in corteo e andiamo a prenderci la Cgil» urla dal palco Castellino durante il suo ultimo intervento alle 16:30. «Oggi noi chiamiamo Landini, se rivuole il suo palazzo viene a Roma e proclama lo sciopero generale di tutti i lavoratori contro il Green pass» questo l’avvertimento del leader di Forza Nuova poco prima che diecimila persone muovano da Piazza del Popolo verso Villa Borghese fino a Corso d’Italia, dove cominciano gli scontri con le forze dell’ordine.

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Il racconto di Alessio Viscardi

«Mi sono chiesto come mai nessuno, dopo gli scontri di sabato, avesse sottolineato che Giuliano Castellino aveva annunciato l’intenzione di muoversi in corteo verso la sede nazionale della Cgil per assediarla» a raccontarlo è Alessio Viscardi, il videoreporter autore del filmato che inchioda il leader di Forza Nuova, raggiunto da iNews24.

«La manifestazione era arrivata quasi alla fine -ricorda il giornalista- e io credevo che avrebbero tentato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine su via del Corso, per arrivare a Palazzo Chigi e Montecitorio. Invece, quando Castellino ha indicato il sindacato come obiettivo della marcia sono corso dall’altra parte di Piazza del Popolo, dove già c’erano i primi energumeni di Forza Nuova a organizzare il corteo indirizzando le persone verso l’imbocco di Villa Borghese».

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Polizia incapace di reagire

E le forze dell’ordine cosa fanno in quel momento? «Nulla» sostiene Viscardi, «C’era un solo blindato e qualche agente in borghese. Mi sembrava molto strano, vedevo migliaia di persone che andavano a infoltire il corteo e nessuno a cercare di contenerlo tranne il “servizio d’ordine” di Forza Nuova».

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Forza Nuova a capo dell’assalto

Il corteo si incammina all’interno di Villa Borghese, i manifestanti si muovono a passo spedito ma si fermano spesso per serrare i ranghi dietro a Giuliano Castellino e Roberto Fiore: «Un’immagine visivamente molto forte, loro erano a capo di un fiume di persone che occupava praticamente tutta Villa Borghese. Una situazione molto diversa rispetto alle precedenti manifestazioni dei commercianti di IoApro, che sono sempre state più dispersive e meno inquadrate. Solo a metà del percorso è arrivato uno sparuto reparto di agenti di polizia che ha cercato di contenere i manifestanti. Erano in venti contro diecimila, sono cominciati gli scontri e io ci ho rimesso la telecamera».

Assalto alla Cgil e ore di scontri con la polizia

Il corteo si divide in due, una parte si dirige verso la Cgil e la devasta. Un altro spezzone continua su via Veneto fino a Piazza Barberini: «Dopo aver riassemblato la telecamera -che un manifestante incappucciato aveva provato a sfasciarmi- sono riuscito a filmare il lancio di lacrimogeni. Anche qui c’erano pochi agenti rispetto alla quantità di persone in corteo. Le forze dell’ordine sono arretrate fino quasi a Piazza Colonna e Palazzo Chigi, dove per ore è andato avanti il faccia a faccia con i manifestanti a suon di fumogeni e manganellate».

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Una minaccia sottovalutata

«Per me la notizia era chiara – conclude Viscardi- Castellino aveva avvisato tutti dell’intenzione di arrivare alla Cgil, eppure a protezione del sindacato non c’era quasi nessuno. Anche dove si sarebbe potuto fermare il corteo, all’uscita di Villa Borghese su Corso d’Italia, non c’erano abbastanza agenti per sigillare i varchi. Inoltre, anche quelli in strada erano spaesati e impreparati: ho visto scene assurde come un blindato in retromarcia investire fotografi e passanti in scooter con manovre azzardate che hanno acceso ancor di più gli animi dei manifestanti. La minaccia è stata sicuramente sottovalutata, non so se volutamente o meno».