Capienza al 100%, cosa rischiamo questo inverno? La previsione di Pregliasco a iNews24

Il virologo interviene anche sulle terze dosi: "Se riusciamo a tenere a bada la circolazione del virus, possiamo anche accontentarci della capacità produttiva residua".

Quella italiana è una scelta prudente, ma dobbiamo stare attenti e prevedere anche l’eventualità che durante l’inverno i casi di Covid-19 aumentino di nuovo ed essere pronti ad affrontare ogni tipo di situazione”. Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, ai microfoni di iNews24, interviene sulle terze dosi e sul decreto in vigore da lunedì 11 ottobre.

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La Sicilia è zona bianca. Con il nuovo decreto si va verso la graduale riapertura e secondo il ministro della salute Roberto Speranza, è grazie ai vaccini. Secondo il premier Mario Draghi, la fine della pandemia Sarv-CoV2 è vicina. È d’accordo?
Siamo in una situazione buona, con una doppia pandemia. Quella dei vaccinati che non si ammalano gravemente e quella dei non vaccinati che purtroppo hanno ancora la probabilità di stare male. Ma anche se stiamo attraversando una buona fase, dobbiamo attrezzarci per quello che potrebbe essere l’ultimo sforzo da fare per questo inverno”;

Fabrizio Pregliasco - Foto Twitter
Fabrizio Pregliasco – Foto Twitter

Crede che l’arrivo del freddo possa portare con sé anche un aumento dei contagi?
Non è detto che succeda, ma dobbiamo ragionare in un’ottica di prevenzione. Quest’inverno si concentrano tutte le condizioni favorenti a questo colpo di coda della pandemia, a causa degli sbalzi termici. Si starà di più in casa, sta riprendendo il lavoro in presenza, manterremo la scuola in presenza per quanto possibile, riapriranno le discoteche. Tutto questo è necessario nell’ottica di una ripresa, ma potrebbe anche creare la condizione dell’aumento della diffusione del virus. Vedremo cosa accadrà in base ai nostri comportamenti di questo inverno”;

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Arriverà anche l’influenza stagionale…
Sì. L’anno scorso gli interventi stringenti per limitare la diffusione del Covid hanno tenuto molto a bada l’influenza. Quest’anno invece potrebbe diffondersi più facilmente. Sicuramente i vaccini stanno tenendo molto e questo ci permette, pur in presenza delle infezioni, di gestire gli infettati. Purtroppo la variante Delta colpisce anche i giovani più di prima e anche per loro è più fastidiosa, anche rispetto al long Covid e alla sindrome infiammatoria multisistemica”;

Vaccini Speranza
Roberto Speranza (via Screenshot)

Il decreto in vigore da lunedì 11 ottobre 2021 prevede in zona bianca riaperture con capienza massima di teatri, cinema, sale da concerto e musei, stadi al 75%, palazzetti al 60% e delle discoteche al 50% al chiuso e al 75% all’aperto.
Credo che la scelta italiana sia prudente. Non c’è un manuale di gestione che possa dirci esattamente cosa fare. Nel caso delle discoteche il Cts si era espresso per il 35%, invece poi la politica ha scelto. Lo step era atteso, siamo in una fase positiva. Però, come ho già detto, dobbiamo prevedere la possibilità di un rischio per l’inverno e attrezzarci per affrontare scenari negativi, anche se non arriveranno, con lo scopo di affrontare al meglio ogni eventualità. La politica si è assunta la responsabilità delle riaperture, ma ha anche dato un messaggio chiaro: bisogna essere prudenti. Non dobbiamo far finta che la malattia sia sparita e che possiamo lasciarcela alle spalle. Speriamo che sia così per la maggioranza degli italiani”;

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La situazione è sotto controllo, ma l’Rt questa settimana è rimasto stabile rispetto alla settimana scorsa, allo 0,83%…
È rimasto stabile ma stiamo aprendo. Ogni contatto sociale facilita la diffusione del virus. È un fatto statistico”;

Lei ha fatto la terza dose del vaccino?
Non ancora, attendo con ansia. Fino ad ora la priorità sono stati i fragili e gli anziani, in modo sempre precauzionale. Non dimentichiamo che i dati dicono che il vaccino perde un po’ di efficacia, ma continua a coprire. A seconda di come andrà questo inverno capiremo se accontentarci della protezione al primo giro, salvo casi di richiami che probabilmente saranno simili al vaccino influenzale per i soggetti fragili nei prossimi anni”;

Andrea Crisanti - Facebook
Andrea Crisanti – Facebook

Andrea Crisanti, durante Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, ha detto che la terza dose dovrebbe essere fatta entro due o tre mesi, sistematicamente, a quante più persone possibili…
Non abbiamo dati certi. A quattro – sei mesi la copertura perde un po’. Ma anche qui è un fatto statistico. Se riusciamo a tenere a bada la circolazione del virus, possiamo anche accontentarci della capacità produttiva residua. L’organizzazione e la gestione non è facile. Vediamo come evolve la situazione”.