Battelli (M5s) a iNews24: “Sì ad un’alleanza del fronte progressista, ma non siamo la ruota di scorta del PD”

Il deputato del M5s, Sergio Battelli allontana le voci di una polemica interna nei confronti di Giuseppe Conte e rilancia sulla nuova identità politica del Movimento: “Ne abbiamo assolutamente bisogno perché altrimenti rischiamo di diventare una fotocopia di qualcos’altro”. Sull’alleanza con le altre forze del centrosinistra, l’esponente pentastellato non ha dubbi: “Andare da soli alle elezioni oggi è molto complicato, ma anche riproporre l’esperienza dell’Ulivo non mi pare sia un’alternativa così convincente”

Il deputato del M5s Sergio Battelli

Onorevole, si parla di un certo malumore tra le fila dei gruppi parlamentari del Movimento 5 stelle, soprattutto dopo il deludente risultato elettorale nel primo turno delle amministrative

Innanzitutto per onestà intellettuale dobbiamo ammettere che, per quanto il M5s alle amministrative sia sempre andato peggio rispetto ad altre elezioni di più alto livello, questa volta è anche vero che siamo andati male un po’ dappertutto, e che mentre prima almeno in qualche comune riuscivamo a vincere, ora c’è stato un appiattamento del risultato che ci ha attestato su un livello davvero molto basso rispetto alla media”

Sembra che a questo malumore si aggiunga anche un certo nervosismo dovuto  al nuovo corso inaugurato da Giuseppe Conte e caratterizzato dall’alleanza con il Partito Democratico?

“Il gruppo parlamentare non è nervoso con Giuseppe Conte, ma è in una fase in cui riconosce che è necessario adottarsi di una struttura ben definita, che poi è anche il motivo  per cui abbiamo scelto di avere una nuova organizzazione. Ora però non bisogna perder tempo ed è necessario decidere le nomine della segreteria e delle persone che dovranno occuparsi dei vari temi da affrontare, perché sennò rischiamo di tornare sempre al punto di partenza per cui il è il capo politico a decidere tutto, e questo, volente o nolente, abbiamo imparato che è un compito impossibile da svolgere per una sola persona. Secondo poi dobbiamo assolutamente trovare un’identità politica chiara, non sui valori, perché quelli sono sempre gli stessi del Movimento, bensì sulle idee e sui temi politici. Ne abbiamo bisogno il prima possibile perché altrimenti rischiamo di diventare una fotocopia di qualcos’altro, e come sappiamo bene, la gente in quel caso poi finisce sempre per scegliere l’originale. Ripeto non c’è alcuna aggressione nei confronti di Giuseppe Conte, ma solo una volontà costruttiva da parte dei gruppi parlamentari ad impegnarsi nella costruzione di questa nuova identità politica”

Il nuovo M5s di Giuseppe Conte e l’alleanza con il Partito Democratico

Giuseppe Conte Grillo
Le parole del nuovo segretario generale del Movimento 5 Stelle (Foto: Getty Images)

Questa alleanza strutturale con il Pd  promossa da Conte però non è condivisa da tutti.

“Non si tratta di un’alleanza strutturale, lo stesso Conte l’ha detto. In queste elezioni per esempio ci sono stati comuni dove è stato possibile andare insieme al Pd e altri no; più che altro direi che sono ancora delle prove. Personalmente sono anche d’accordo con un’alleanza all’interno del fronte progressista, però deve essere chiaro che il Movimento deve avere una sua identità politica ben definita e non può essere in nessun caso la ruota di scorta del Pd. Quello che vogliamo è un’alleanza dove ognuno porti il suo contributo e le sue tematiche forti creando così un proprio bacino in grado di contribuire al peso della coalizione”

Una coalizione che, almeno nel progetto di Letta, dovrebbe includere anche Renzi e Calenda, che però vi osteggiano apertamente.

“Su questo infatti anche Conte è stato molto chiaro: non condividiamo l’idea di un nuovo  Ulivo perchè in questa fase dobbiamo prima di tutto rilanciare l’azione politica del M5s,  e per farlo abbiamo bisogno di nuovi temi che ci caratterizzino almeno per i prossimi 10 anni. Negli anni scorsi abbiamo avuto la lotta agli sprechi e alla corruzione, il reddito di cittadinanza, adesso pero è arrivato il momento di rinnovarsi, e solo dopo averlo fatto attraverso una nuova struttura e un’identità politica forte allora ci potremo guardare  intorno ed individuare lo spazio politico in cui valorizzare i nostri temi ed essere maggiormente efficaci. Non c’è dubbio che andare da soli alle elezioni oggi è molto complicato, ma anche riproporre l’esperienza dell’Ulivo non mi pare sia un’alternativa così convincente”

Il ballottaggio di Roma e la scelta di Virginia Raggi

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Virginia Raggi (Getty Images)

La situazione romana per il ballottaggio e l’affaire Raggi può complicare in qualche modo il percorso di alleanza con il PD?

Raggi ha fatto un lavoro molto prezioso in questi anni e anche i voti che ha preso in questa tornata elettorale sono stati costruiti da lei stessa, quindi credo sia giusto che anche lei definisca una linea di azione per quanto riguarda la città di Roma. So che si è incontrata sia con Michetti che con Gualtieri, aspettiamo di vedere come andrà, quel che è certo però è che Virginia ha un suo importante bacino elettorale”

Secondo lei c’ è anche la possibilità che questo suo bacino di voti venga utilizzato diversamente rispetto alle indicazioni di Conte?

“Nemmeno Conte è stato cosi esplicito nel dare un’indicazione di voto a Roma per quanto abbia detto “mai con la destra”. Sappiamo bene che il centrodestra oggi non è una parte politica a cui il M5s deve guardare dal momento che ci proponiamo come fronte  progressista che punta tutto sulla transizione ecologica e sull’innovazione, sarebbe difficile parlare con persone che su questi temi la pensano esattamente all’ opposto da noi.  Detto ciò proprio perché, come dicevo prima, la nostra non è un’alleanza strutturale con il Pd, credo che in questa fase di passaggio venga ancora lasciata la libertà ad ogni singolo territorio di scegliere i candidati da appoggiare in piena autonomia”

Non c’è quindi una concorrenza tra la linea dettata da Conte e quella di Virginia Raggi?

“Virginia ha fatto la sua campagna, conosce quelle che sono le forze in campo e sa bene quello che è oggi il centrosinistra e il centrodestra, e sono certo che sceglierà per il bene dei cittadini romani, sia nel caso in cui dovesse fare un endorsment ad uno dei candidati, sia lasciando piena liberta di scelta agli elettori”