Gabriele Muccino, confessione dolorosa: “Per me, come un lutto”

Gabriele Muccino, confessione dolorosa poco prima dell’arrivo in libreria della sua prima autobiografia: “Per me, come un lutto”

Gabriele Muccino e Will Smith (Instagram)

A dicembre tornerà in tv, questa volta con una serie per Sky tratta dal film campione d’incassi ‘A casa tutti bene’ di tre anni fa. Ma intanto già dal 12 ottobre Gabriele Muccino sarà in tutte le librerie italiane con ‘La vita addosso. Io, il cinema e tutto il resto’. la sua prima autobiografia, una luna intervista sotto forma di libro curata da Gabriele Niola nella qualche confessa tutto senza filtri.

Ha cominciato in televisione grazie ad un cugino che aveva fatto vedere alcuni suoi ‘corti’ a Giovanni Minoli, allora a Rai 2, e poi ha diretto per alcuni mesi anche ‘Un posto al sole’. Prime esperienze, in attesa del grande salto e della consacrazione con ‘Come te nessuno mai’ e soprattutto ‘L’ultimo bacio‘.

Pagine belle e una molto dolorosa, la frattura raccontata più volte ma che nonha mai avuto un lieto fine. Lo ricorda oggi, intervistato dal ‘Corriere della Sera’. Con suo fratello più piccolo, Silvio, hanno interrotto ogni rapporto dal 2007. Una rottura unilaterale, deciso da quest’ultimo che da allora ha tagliato i pronti con tutta la sua famiglia ma anche gli amici, come Giovanni Veronesi e Carlo Verdone.

“Dopo questo tempo si elabora una sorta di lutto. La sua scomparsa ha lacerato il tessuto familiare, a ognuno manca un fratello o figlio. Rimane inspiegabile, farà lui il bilancio della sua vita. Lui a un certo punto ha fatto dichiarazioni su di me talmente gravi, descrivendomi come uomo violento. Sono state il napalm. Le carte giudiziarie dicono l’opposto, vicenda si è chiusa con archiviazione. Nel libro, ho voluto raccontare tutto, non mi faccio sconti come uomo e padre”. Ha fatto un ultimo tentativo qualche tempo fa, disegnando un personaggio apposta per lui: nessuna risposta, se non dagli avvocati.

Silvio Muccino (Getty Images)

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Gabriele Muccino, confessione dolorosa: nella sua autobiografia il ricordo di tante pagine belle

Poi però ci sono anche tante pagine belle. Gli attori italiani che non gli dicono mai di no e lo hanno accompagnato nella crescita: Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Stefano Accorsi, Giovanna Mezzogiorno. O i produttori, come Domenico Procacci al quale è legato da un rapporto di fratellanza.

Oggi Gabriele Muccino si sdoppia tra Italia e Stati Uniti, l’altra parte importante della sua carriera. Il boom con Will Smith, del quale condivideva l’agente, diretto in un capolavoro come ‘La ricerca della felicità’. E da lì il boom, anche se ha rifiutato occasioni importanti. Poteva dirigere la saga di ‘Twilight’, ma non se la sentiva tagliata addosso, con altri attori come Gerard Butler ha fatto una fatica terribile.

(Instagram)

E poi il suo inglese, troppo maccheronico come ammette lo stesso Muccino, per fare presa su Hollywood che è un ambiente spietato, fatto di pochi rapporti umani. E oggi quali sono i colleghi che stima? Sorrentino, Garrone, Virzì e Tornatore.