Nomine truccate nelle Università: perché Massimo Galli e Giovanni Di Perri sono indagati

Questa mattina i carabinieri del Nas di Milano hanno perquisito ed acquisito documenti volti a fare luce su presunte irregolarità nella gestione delle iscrizioni a numero chiuso delle facoltà di medicina e assunzione di docenti, assistenti e dirigenti ospedalieri.

Risultano indagati anche Massimo Galli, Giovanni Di Perri e Massimo Andreoni nell’inchiesta ordinata dal pubblico ministero Luigi Forno e dall’aggiunto Eugenio Fusco, nei confronti di trentatre persone, tra cui ventiquattro docenti delle università di Milano, Palermo, Roma, Torino e Pavia.

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Questa mattina i carabinieri del Nas di Milano hanno perquisito ed acquisito documenti volti a fare luce su presunte irregolarità nella gestione delle iscrizioni a numero chiuso delle facoltà di medicina e assunzione di docenti, assistenti e dirigenti ospedalieri. Tra le accuse ipotizzate, ci sono associazione per delinquere, corruzione e abuso di ufficio.

Massimo Galli accusato di turbativa d’asta e falso ideologico

varianti covid Galli
Infettivologo Massimo Galli (photo Getty)

Massimo Galli sarebbe accusato di turbativa d’asta e falso ideologico. Come riporta l’Ansa, in qualità di professore dell’Università degli Studi di Milano e direttore della Clinica Malattie Infettive dell’ospedale Sacco, avrebbe “turbato” con “promesse e collusioni” in concordo con Alessandro Visconti (direttore generale della Asst Fatebenefratelli – Sacco) e Manuela Nebuloni, la procedura per assumere “quattro dirigenti biologi” a tempo determinato, con lo scopo di favorire “due candidate“. Le stesse assunzioni sarebbero state invece osteggiate dalla virologa del Sacco Maria Rita Gismondo.

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L’infettivologo sarebbe indagato anche per un altro episodio riguardante un posto da professore di ruolo alla Statale. Secondo gli inquirenti avrebbe truccato il “concorso” con lo scopo di favorire un candidato (risultato vincente) e avrebbe commesso un falso come componente della “commissione giudicatrice” sul verbale di “valutazione dei candidati“. Nello specifico Galli avrebbe attestato che “il prospetto contenente i punteggi attribuiti fosse il risultato di un lavoro collegiale“, mentre sarebbe stato “concordato” solo dopo.

Giovanni Di Perri indagato per falso in atto pubblico

Giovanni Di Perri - Screenshot da Youtube
Giovanni Di Perri – Screenshot da Youtube

Come detto, nella stessa inchiesta è coinvolto Giovanni Di Perri. I Nas sono arrivati anche da lui con un decreto di perquisizione. Gli sarebbe contestato il reato di falso in atto pubblico risalente al 2020 per un posto da professore di seconda fascia al Dipartimento di Scienze Mediche. Il bando risale al 24 luglio 2020 e la commissione esaminatrice era formata da Galli, Andreoni e Claudio Maria Mastroianni.

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I magistrati gli contesterebbero un verbale del 21 settembre 2020, di una riunione che si svolse in videoconferenza. Come si legge nel decreto di perquisizione, la “commissione ha definito preliminarmente i criteri dell’attribuzione dei punteggi da assegnare agli elementi oggetto di valutazione… ha proceduto quindi alla valutazione del candidato e, sulla base di quanto indicato nei criteri, ha espresso un motivato giudizio e attribuito il punteggio…“. I magistrati credono che abbiano attestato “contrariamente al vero” che l’elaborazione dei criteri e la valutazione del candidato fossero opera del lavoro collegiale della commissione. Ma nei fatti “tale documento era stato predisposto dal solo Di Perri, mentre Galli in tale data non aveva partecipato ad alcuna riunione“.

Massimo Andreoni coinvolto nell’inchiesta

Massimo Andreoni infine, ordinario alla Sapienza di Roma, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e primario al Policlinico di Tor Vergata, sarebbe indagato per falso con Galli, Di Perri e altri colleghi, come componente della commissione giudicatrice del concorso per un professore di seconda fascia dell’Università di Torino.