Cosa ci insegnano le elezioni comunali 2021? Che non si può condizionare il voto con scoop-flop sui fascisti di Fdi e post sponsorizzati su Facebook (cha va down)

Finisce l'era di Cambridge Analytica e del condizionamento dell'elettorato con video-inchieste e fake news che escono alla vigilia delle elezioni

Elezioni italia

Cosa ci insegna il risultato delle elezioni comunali 2021? Che il bipolarismo è ritornato, che il Movimento 5 Stelle si è sciolto come neve al sole o che la destra “fascista” non esiste e comunque ha toppato alla grande in tutte le grandi città, Roma compresa?

Elezioni poco partecipate, in cui gli elettori sono tornati a votare per i partiti e non per i cosiddetti candidati civici. Elezioni condizionate da anni di pandemia, dove però gli strilloni contrari al Green pass e al vaccino non ottengono grandi affermazioni.

Scoop pilotati alla vigilia delle elezioni

La vera lezione è che gli scoop pilotati come quello sui fascisti amici di Fidanza e sui “finanziamenti black” a Fratelli d’Italia non solo non incidono nulla sulle indagini delle Procure della Repubblica, ma che nemmeno condizionano più di tanto l’umore dell’elettorato.

Questa tornata elettorale ci dice che l’epoca di Cambridge Analytica volge al termine. Quella stagione elettorale in cui l’umore degli elettori veniva pilotato tramite Facebook e Twitter a suon di fake news, post sponsorizzati e interi giornali che macinavano like con storie strappalacrime e finti scoop elettorali costruiti per uscire a ridosso delle elezioni e condizionare il voto.

Sarà un caso che il giorno dello spoglio tutti i social di Mark Zuckerberg siano andati down per ore? Più che un caso, questa è la metafora della fine di un’era. Non parliamo solo della campagna elettorale di Donald Trump culminata con l’assalto a Capitol Hill di gennaio, ma ci ricordiamo tutti le immagini di Luigi di Maio che -guardando video “inchieste” sui siti online- chiedeva le dimissioni dei figli di Vincenzo de Luca. Oggi, su quegli stessi siti, si parla di una Milano in mano a bande di fascisti che invocano Adolf Hitler. Nulla di più lontano dalla realtà, in una città dove Beppe Sala viene rieletto con un plebiscito enorme al primo turno.

Abbiamo votato proposte concrete

In realtà, la vera lezione delle elezioni comunali 2021 è che per anni abbiamo votato dicendo “proviamo questi qui, perché non hanno mai amministrato e non sono compromessi col sistema”. Li abbiamo votati e sono diventati loro il sistema. Li abbiamo provati e non sono stati all’altezza.

A questo giro, siamo tornati a votare le proposte concrete, ad analizzare i programmi elettorali. Non è un caso l’affermazione di Carlo Calenda a Roma: primo partito con un’unica lista civica, da solo ha preso più voti della sindaca uscente Virginia Raggi. L’ex-ministro è stato forse l’unico a non fare l’elenco dei problemi della Capitale, ma delle soluzioni che avrebbe voluto mettere in campo.

In passato, questo giornale è stato accusato di essere una succursale italiana di Cambridge Analytica e di utilizzare Facebook per condizionare l’umore dell’elettorato a destra. Ci piacerebbe che oggi si riflettesse anche su chi -a pochi giorni dal voto e per l’ennesima volta- ha tentato di condizionare il risultato elettorale a sinistra con “scoop” più o meno riusciti. Essere watchdog del potere, forse, non vuole dire essere mastini che difendono i voti residui del Movimento 5 Stelle o della propria corrente Pd di riferimento.