Amministrative, Romano (PD) a iNews24: “Mi stupirei se al ballottaggio Calenda non desse indicazione di voto per Gualtieri”

Il deputato del Pd, Andrea Romano, è soddisfatto per i risultati raggiunti nel primo turno delle elezioni amministrative: “Un dato superiore alle aspettative che ci incoraggia ad andare avanti sulla strada che stiamo percorrendo”. Sull'arretramento di Salvini e Meloni, l'esponente Dem non ha dubbi: "Penalizzati anche dal loro atteggiamento ambiguo sul covid"

Andrea Romano
Andrea Romano (@Facebook)

Il centrosinistra si è aggiudicato al primo turno 3 capoluoghi su 6, Napoli Bologna e Milano con percentuali quasi bulgare, mentre a Roma, Trieste e Torino si andrà al ballottaggio. Vi aspettavate un risultato del genere ?

“Eravamo ottimisti, ma certamente questo è un risultato che va oltre le nostre le nostre previsioni e ci incoraggia ad andare avanti sulla strada che stiamo percorrendo, ovvero quella di un Pd che è il baricentro riformista di una vasta alleanza nel campo del centrosinistra, e con un agenda molto chiara, la nostra, che condividiamo con i nostri alleati. Aggiungo anche che, a differenza della destra, noi siamo stati anche in grado di presentare delle candidature di grande qualità e competenza in tutte le città”

Anche a Roma Trieste e Torino ci sono ampie possibilità di vittoria, è la sconfitta del sovranismo nostrano per come l’abbiamo conosciuto in questi anni?

“Non credo sia ancora la fine del sovranismo, perché parliamo di un fenomeno che è destinato a durare non solo in Italia ma in tutto l’occidente, basti pensare agli Stati Uniti, alla Francia e alla Germania. Il sovranismo esiste come fenomeno politico intorno a cui si compatta la destra. Direi piuttosto che si tratta di un ritorno al bipolarismo, ed è una buona notizia che permette all’elettore di scegliere con nettezza da un parte e dall’altra, e che dimostra che le posizioni intermedie non funzionano. È un nuovo bipolarismo, con una differenza fondamentale, ovvero che a sinistra esiste una forza, il Pd, che è baricentro di alleanze vaste, mentre a destra invece c’è una rissa quotidiana sulla leadership, la linea strategica, la tattica e il linguaggio”

La sconfitta di Salvini e Meloni

Caso Gregoretti Salvini
Meloni e Salvini (Getty Images)

Come si spiega dal punto di vista elettorale questo arretramento di Salvini e Meloni rispetto ai sondaggi?

“Credo che siano stati penalizzati non solo perché hanno scelto candidature del tutto inverosimili, ma anche perché hanno dimostrato nel corso di questi mesi così difficili un atteggiamento di grande ambiguità sul covid, sulla campagna vaccinale, sulle mascherine e via dicendo. Mentre gli italiani ogni giorno sapevano ciò che andava fatto per aiutare il Paese ad uscire dalla pandemia, Meloni e Salvini dicevano che il covid non esisteva, che i vaccini non funzionavano e che le mascherine non servivano a nulla. Ovviamente tutto ciò non ha premiato le loro posizioni, anzi, anche gli elettori di destra si sono sentiti presi in giro e, o non hanno votato, o l’hanno fatto solo in piccola parte”

Per il ballottaggio a Roma saranno decisivi i voti di Raggi e Calenda, entrambi però  hanno dichiarato che non daranno indicazioni di voto. 

“Innanzitutto c’è da dire che l’elettore sceglie con la sua testa e non può essere trasportato come fosse una pecora da una parte all’altra, ecco perché ha fatto bene Gualtieri a rivolgersi a tutti i romani, anche a quelli che hanno votato Michetti al primo turno. Detto questo mi stupirei molto se Calenda non desse indicazione di voto per Gualtieri, perché parliamo di un candidato che ha uno standing fortissimo, che è stato ministro dell’Economia con ottimi risultati e soprattutto perché è di molte spanne superiore a Michetti. Quanto alla Raggi, è tutto il M5s ad essere in una fase di trasformazione e lo dimostra il fatto che i loro sindaci siano stati rifiutati e spazzati via. Vedremo che linea sceglieranno di seguire, personalmente mi auguro che sia una linea europeista, progressista e riformista, in modo da rendere ancora più solido il rapporto con il Pd”

Non sono state esattamente le parole pronunciate ieri dalla sindaca uscente…

“Ieri sera ho sentito da parte della Raggi delle parole molto confuse, come se non avesse minimamente compreso perché fosse stata sconfitta, ma al di là della Raggi mi aspetto che il M5s e Giuseppe Conte diano un’indicazione di voto precisa su Gualtieri

La crisi nel centrodestra e il dato sull’astensione

elezioni comunali

Se in qualche modo si può dire che Fdi abbia retto e in alcuni casi incrementato il suo bacino elettorale, chi esce sconfitta da questa tornata elettorale è la Lega di Salvini, superata da Giorgia Meloni in quasi tutte le grandi città tranne che a Milano, per un solo punto percentuale

“Il dato di Milano è a dir poco clamoroso, anche in una città dove storicamente è sempre stata fortissima la Lega è crollata miseramente, immagino cosa dirà Bossi a riguardo. Detto questo nemmeno per Fdi è andata benissimo, perché avrebbe potuto beneficiare ulteriormente della crisi della Lega attraverso il cosiddetto travaso di voti da Salvini a Meloni, ma così è stato solo in minima parte. Io credo che in realtà sia tutta la destra ad essere in crisi, Salvini lo è in modo evidente perché paga tutta l’ambiguità di stare un giorno al governo e il giorno dopo all‘opposizione, ma anche la Meloni viste quelle che erano le premesse ha ben poco da festeggiare”

Un altro dato che deve far riflettere è evidentemente quello relativo all’astensione, come riportare queste persone alle urne anche in vista dei ballottaggi?

“L’astensione ha molte ragioni, io per esempio non sono d’accordo con Giorgia Meloni quando dice che “è una crisi della democrazia”, anzi credo proprio che questo sia solo un modo per “buttarla in caciara”, nel senso che questo dato sull’astensione è la fotografia di una crisi della destra, non della democrazia. Chi non va a votare lo fa per tante ragioni, magari per sfiducia nelle istituzioni, ma anche perché magari pensa che i candidati della sua parte politica non meritino nemmeno lo sforzo di uscire di casa, e secondo me questo è proprio quello che è successo per molti elettori di destra a Roma, Milano, Bologna, Napoli e Torino”