Presunti finanziamenti illeciti e apologia di fascismo, si autosospende Carlo Fidanza

L’eurodeputato Carlo Fidanza, finito al centro delle polemiche per l’inchiesta giornalistica sui presunti finanziamenti illeciti e sui legami con alcuni gruppi neofascisti, ha deciso di autosospendersi da ogni ruolo e attività di partito.

Carlo Fidanza (foto da Facebook)

Si è autosospeso l’eurodeputato e capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, a seguito dell’inchiesta giornalistica di Fanpage  sulla campagna elettorale in vista delle prossime elezioni comunali di Milano. L’inchiesta messa in onda ieri sera da Corrado Formagli nel corso della puntata di Piazza Pulita denuncia le operazioni legate a presunti finanziamenti illeciti, oltre a raccontare i legami tra alcuni esponenti di Fdi e diversi rappresentanti della galassia neofascista italiana.

Il giornalista protagonista dell’inchiesta infiltratosi per tre anni all’interno di alcuni gruppi di estrema destra avrebbe documentato il tentativo da parte di questi gruppi di condizionare le scelte politiche dei partiti dell’area di centrodestra attraverso la connessione con alcuni esponenti politici.

Tra i personaggi che compaiono nell’inchiesta figura anche Roberto Jonghi Lavarini, “il barone Nero”, candidato alle elezioni politiche del 2018 proprio con Fratelli d’Italia e successivamente condannato ad una pena di due anni per apologia del fascismo.

Fidanza si difende: “Non sono un estremista, mai ricevuti finanziamenti illeciti”

“Non ho mai ricevuto finanziamenti irregolari. Mai avuto un atteggiamento estremista, razzista o antisemita. Ritengo opportuno autosospendermi da ogni ruolo e attività di partito al fine di preservare Fratelli d’Italia da attacchi strumentali”, ha dichiarato Fidanza in una nota, aggiungendo che “in più occasioni che purtroppo non sono state mandate in onda, ho ribadito al ‘giornalista infiltrato’ che asseriva di voler contribuire alla campagna elettorale di una candidata la necessità di farlo secondo le modalità previste dalla normativa vigente” . “A tutela della mia reputazione mi riservo di adire la giustizia civile e penale. Mi avvicino ai 30 anni di impegno politico, senza mai una macchia e sempre a testa alta. Non c’è e non c’è mai stato in me alcun atteggiamento estremista, razzista o antisemita” ha dichiarato il capodelegazione in Europa di Fdi.

L’altra persona tirata i ballo dall’ inchiesta giornalistica è Chiara Valcepina, anche lei  esponente di Fdi e candidata al consiglio comunale di Milano, che ha diffidato gli editori dalla diffusione del servizio.

Le parole della leader di Fdi Giorgia Meloni

Governo Meloni
Giorgia Meloni (Getty Images)

La presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha chiesto di poter visionare l’intero girato dell’inchiesta: “Sono disponibile a prendere una decisione se ci sono responsabilità reali, ma sono rigida e non me ne vogliate se non giudico i miei dirigenti sulla base di un filmato. Non ho problemi a rispondere, ma non chiedetemi di valutare un dirigente sulla base di un video montato da voi e curiosamente mandato in onda a due giorni dal voto”.

In relazione ai legami con personaggi affini alla galassia neofascista, la leader di Fdi ha poi precisato: “Nel nostro movimento non c’è alcun spazio per atteggiamenti ambigui sull’antisemitismo e sul razzismo, per il para-nazismo da operetta o per rapporti con ambienti dai quali siamo distanti anni luce, né per atteggiamenti opachi sul piano dell’onestà”.

La richiesta di dimissioni da parte di Pd e M5s

pd letta
Enrico Letta (@GettyImages)

Non si è fatta attendere la reazione da parte delle altre forze politiche con il segretario del Pd, Enrico Letta, che ha dichiarato: “Mi sembra molto evidente quello che è uscito, anche perché non è coinvolta una persona secondaria, ma il capogruppo di FdI al Parlamento Ue. Stiamo parlando del cuore della classe dirigente di un partito che è fortemente mischiato a origini molto oscure di relazioni e finanziamenti, ma soprattutto con una commistione e un brodo di coltura neofascista che, di per sé, è una cosa orribile per l’Italia del 2021″.

Anche la delegazione europea del Pd attraverso una nota ha voluto esprimere la sua netta condanna rispetto quanto emerso dal servizio trasmesso ieri da Formigli: “La realtà emersa dall’inchiesta giornalistica su Fratelli d’Italia e sulla destra milanese è gravissima, per i sospetti concreti di finanziamenti illeciti e l’ombra pesante del neofascismo a Milano, città della Resistenza. Non è accettabile che si cerchi l’appoggio di gruppi nostalgici del nazismo con legami inquietanti con il governo russo di Putin, come emerge dalle conversazioni che abbiamo ascoltato”

Non è da meno il gruppo degli europarlamentari del M5s che non si accontenta dell’autosospensione  di Fidanza e, rivolgendosi direttamente a Giorgia Meloni, ne richiede le dimissioni: “L’inchiesta sulla Lobby nera a Milano mostra una realtà agghiacciante. Fratelli d’Italia non solo accoglie ma addirittura promuove personaggi loschi che inneggiano a Hitler, fanno battute sugli ebrei e rimpiangono la dittatura fascista”. “Per restituire dignità alla politica le dimissioni di Fidanza sono un atto dovuto e necessario, Giorgia Meloni non minimizzi ma le pretenda”.