Fattori (Gruppo Misto) a iNews24: “Mimmo Lucano condannato anche perché aveva osato candidarsi in Calabria”

La senatrice del Gruppo Misto in quota Sinistra italiana, Elena Fattori, esprime solidarietà all’ex sindaco di Riace, Domenico Lucano, condannato a tredici anni nel “processo Xenia”: “Potrà aver sbagliato dal punto di vista amministrativo, ma non si è mai messo in tasca niente”. Sulle motivazioni della sentenza, l’esponente di SI non ha dubbi: "È stata condannata l'innovazione e la solidarietà del modello Riace"

Elena Fattori (foto da Twitter)

Ieri il Tribunale di Locri ha inflitto a Mimmo Lucano una condanna di tredici anni e due mesi di reclusione per presunti illeciti nella gestione dell’accoglienza dei migranti nel borgo calabrese di Riace. Cosa ha pensato leggendo la notizia?

“Ho provato tanta tristezza perché Mimmo Lucano è una persona che potrà anche aver sbagliato dal punto di vista amministrativo, ma sicuramente non si è mai messo in tasca niente, e soprattutto, ha creato un modello che per il tribunale potrà anche essere fuori legge, ma che è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo; un modello che probabilmente meritava di essere analizzato a fondo, non di essere condannato. Se poi questo viola delle leggi, bisogna riflettere su come sia possibile che un modello di accoglienza che ha ricevuto cosi tanti encomi sia poi considerato illegale da un tribunale”

Anche la durezza della pena, quasi raddoppiata rispetto alla richiesta della pubblica accusa, ha lasciato sopresi in molti. Ci sono stati reati di sangue per cui ci sono state inflitte condanne inferiori, lei come se lo spiega?

“Il messaggio è molto deprimente. Io non sono un magistrato e non sono in grado di leggere le motivazioni tecniche, però secondo me questa sentenza vuole anche essere una sorta di messaggio per cui chi accoglie ed esce dagli schemi convenzionali, per quel che riguarda i diritti umani e i modelli di accoglienza, viene severamente punito. Di questo si tratta, è stata punita l’innovazione e la solidarietà. È una sentenza politica, e c’è un maggiore accanimento anche perché Mimmo Lucano si era candidato e aveva osato  proporsi nella gestione politica e amministrativa di una regione molto problematica come quella calabrese”

La condanna di Lucano e le reazioni del mondo politico

Mimmo Lucano (foto da screenshot)

Gran parte della politica e della società civile si è schierata fin da subito con Lucano, esprimendo vicinanza e solidarietà all’ex sindaco di Riace. Letta ha addirittura dichiarato che “è una sentenza che mina la fiducia nella magistratura”. Come è possibile dunque questo scollamento tra verità processuale e percezione della giustizia?

“Questa è legge, non giustizia. La giustizia è un’altra cosa”

Ora anche la candidatura di Lucano rischia di saltare a causa della legge Severino che potrebbe invalidarne l’elezione, secondo lei l’ex sindaco di Riace dovrebbe ritirarsi dalla competizione elettorale prima che ciò avvenga?

“Assolutamente no, perché siamo in tanti ad essere solidali con lui e a volerlo aiutare in questo percorso, ed è giusto che continui nella sua strada senza arretrare di un passo. Il modello Riace è qualcosa che trascende i cavilli della legge e che ha a che fare invece con quella che definirei la “giustizia reale”

A proposito della condanna di Lucano, l’attuale governatore reggente, Antonino Spirlì, ha detto che la Calabria non sentirà la mancanza di un truffatore.

“Questo ci dice molto sia su Spirlì che sul gioco di potere che attanaglia quella regione”

Anche Salvini ha voluto commentare la vicenda, dichiarando  che Lucano “è un paladino dei radical chic e amico dei clandestini”,  vuole rispondere?

“Come si può rispondere ad un’idiozia del genere? Preferisco evitare, anche perché mi pare che Salvini abbia ben altri problemi di legalità nel suo partito di cui dovrebbe preoccuparsi invece di stare a perdere tempo ad attaccare gli altri”