Denise Pipitone, atto d’accusa pesante: “Depistaggi? Colpa loro”

Denise Pipitone, atto d’accusa pesante da parte della Procura di Marsala che segue le indagini: “Depistaggi? Colpa loro”

Un colpevole per la scomparsa di Denise Pipitone? A distanza di oltre 17 anni dal quel 1° settembre ancora non è stato trovato, nonostante l’inchiesta sia sempre aperta. Ma intanto la Procura di Marsala punta il dito contro chi invece di dare una mano, scientemente o meno, sta danneggiando le indagini forse in moto irreparabile.

(Screenshot Raiplay)

Tutto scritto nelle 56 pagine delle motivazioni che hanno portato all’archiviazione di personaggi ritenuti chiave, come Anna Corona e Giuseppe Della Chiave. I magistrati mettono sul banco degli imputati i media e i social che hanno unj ruiolo fondamentale nella nostra società ma non necessariamente anche positivo.

Anzi, nel caso di Denise secondo loro fanno soltanto danni. Ma nel mirino della Procura c’è anche il comportamento dell’avvocato Giacomo Frazzitta, legale che da anni segue Piera Maggio. L’accusa è chiara: c’è un altissimo rischio di inquinamento delle indagini ” indotto dalle modalità con le quali, ormai in modo martellante e quasi asfissiante, numerose trasmissioni televisive, social permanentemente attivi, siti internet dedicati, si occupano della scomparsa della piccola Denise”.

E secondi gli inquirenti ci sarebbe un rapporto quasi morboso tra alcuni giornalisti e alcune parti processuali (nomi non se ne fanno). Il risultato più concreto? Quello di produrre false piste, anche in buona fede, e di generare speranze puntando su piste che in realtà non hanno mai portato a nessun risultato concreto.

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Denise Pipitone, atto d’accusa pesante della Procura: ecco perché il colpevole non si trova

Secondo i pm che seguono l’inchiesta, il caso di Denise Pipitone essendo di pubblico dominio da così tanto tempo è entrato nell’immaginario collettivo. Proprio per questo tutti si sentono in diritto di avere un’opinione in merito e alcuni provano anche a inserirsi.

Emblematico è il cado di Antonella Allegrini, la donna romana che aveva raccontato prima all’avvocato Frazzitta di aver visto Denise insieme ad Anna Corona il giorno della scomparsa. Secondo lei erano insieme nell’albergo in cui la donna lavorava in quel periodo. ma le indagini hanno accertato senza dubbio che invece la signora Allegrini, quando diceva di essere a Mazara in realtà era a Roma. Ecco perché la Procura scrive che “mitomani di ogni sorta e personaggi in cerca d’autore purtroppo si inseriscono indebitamente in questa vicenda”.

(Screenshot Rai)

Nel mirino pure le dichiarazioni dell’ex pm Maria Angioni, che aveva seguito il caso all’inizio. Quindi l’inchiesta è destinata ad essere chiusa? No, ma la Procura lo scrive chiaramente. Soltanto se chi ha commesso un’azione così terribile oppure chi ne sia stato effettivamente testimone, si facesse vivo sarà possibile trovare un colpevole “che, allo stato, purtroppo, non è possibile individuare“.