Discoteche chiuse, Bassetti a iNews24: “Riaprire tutto al 100%”

Secondo Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico di Genova, le discoteche andrebbero riaperte solo ai vaccinati.

È assurdo che le discoteche siano ancora chiuse. I gestori hanno più ragione di tutti a protestare. Dovevano essere riaperte insieme ai cinema e ai teatri”. Secondo Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico di Genova, le discoteche andrebbero riaperte solo ai vaccinati. Ecco cosa ha detto ai nostri microfoni.

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Potrebbe aumentare la capienza per cinema, teatri e sale da concerto, ma le discoteche restano chiuse. I gestori hanno annunciato una protesta in Emilia Romagna…
Hanno ragione, è assurdo che le discoteche siano ancora chiuse. In questi posti ci sarebbe il controllo del green pass, diversamente da quanto avviene nelle piazze dove si verificano assembramenti. È una misura incomprensibile, e andavano riaperte insieme a cinema e teatri. I gestori sono quelli che hanno più ragione di tutti a protestare, anche perché le discoteche sono aperte dappertutto. Basterebbe riaprirle solo ai vaccinati. Quest’estate la gente ha ballato nelle piazze, sulle terrazze e in spiaggia, quindi non comprendo perché restino chiuse”;

Covid Bassetti
Matteo Bassetti (da Facebook)

Quindi è d’accordo anche con l’aumento della capienza del 75% negli stadi, all’80% nei cinema, teatri e sale da concerto, 50% nei palazzetti e al 100% nei locali all’aperto?
Siamo gli ultimi ad aumentare la capienza degli stadi. Tutta Europa l’ha già fatto ed era inevitabile che succedesse. Con l’aumento delle percentuali di capienza hanno voluto essere ancora prudenti, ma secondo me avremmo dovuto osare un po’ di più e riaprire tutto al 100% a chi ha la vaccinazione completa”;

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Professore, è cominciata la somministrazione della terza dose del vaccino anti-Covid per gli over 80, gli ospiti delle rsa e per i sanitari a partire da 60 anni con patologie o con un livello elevato di esposizione…
La terza dose serve a chi ha un sistema immunitario non perfettamente funzionante, come gli immunodepressi, gli ultraottantenni o gli ospiti delle rsa. Tutti casi questi, in cui è verosimile pensare che le difese immunitarie si riducano con il passare del tempo. Per quanto riguarda tutti gli altri, inclusi i sanitari e chi ha meno di 60 anni, che non hanno problematiche, avranno la dose booster a distanza di un anno. Per il momento lavoriamo per i più fragili e quando avremo dati ulteriori penseremo a tutti gli altri. Credo che dovranno tutti fare una dose di richiamo nel 2022, poi una volta all’anno”;

vaccino covid
Vaccino anti Covid, quasi 10 milioni di italiani non hanno ricevuto neppure una dose (Getty Images)

Crede che sia necessario fare un test degli anticorpi prima della dose booster?
Non possiamo sottoporre 45 milioni di persone a un test per gli anticorpi, tutti a carico del sistema sanitario nazionale. In questo modo salterebbero gli esami per tutti gli altri. Dobbiamo ragionare per massa. Per tutti gli altri vaccini fatti prima non abbiamo mai analizzato gli anticorpi, quindi non vedo perché nel caso del vaccino anti-Covid dovremmo fare a tutti la sierologia. È chiaro che dal 2022 in poi la vaccinazione diventerà individualizzata, ma adesso non possiamo dire a chi ha la vaccinazione completa di fare il test degli anticorpi. Anche perché andrebbero ripetuti ogni mese”;

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Fabrizio Pregliasco crede che è meglio, per ora, continuare con lo smartworking nel settore privato. È d’accordo?
Il lavoro in presenza deve tornare. Non c’è niente da aspettare, chi ha la vaccinazione completa deve tornare in ufficio”;

I dati di oggi, martedì 28 settembre, registrano 2985 nuovi contagi su 338425 tamponi. I positivi sono 98872, i morti 65 e calano i ricoveri ordinari e le terapia intensive (-69 e -29). Il tasso di positività è allo 0,9.
Non dobbiamo guardare il numero dei contagi, ma le ospedalizzazioni, che oggi sono in calo come le terapie intensive. Non arriveremo mai a 0 casi, ma dobbiamo convivere col virus e non arrivare alla crisi degli ospedali. Alla terza settimana di ottobre, quando il clima sarà più freddo e le scuole avranno riaperto da un po’, mi aspetto un lieve aumento dei contagi, ma non arriveremo mai ai numeri di marzo 2020, grazie alla protezione vaccinale”.