Whirlpool Napoli conferma i licenziamenti, ma il governo li sospende: gli operai protestano a Roma

Circa 300 operai che, dal 29 settembre, rischiano di vedere avviate le procedure di licenziamento collettivo per la chiusura dello stabilimento di produzione. È quanto i lavoratori della sede Whirlpool Napoli denunciano ormai da mesi attraverso manifestazioni e blocchi stradali. Oggi la protesta è arrivata a Roma, davanti al Ministero dello Sviluppo Economico. Gli operai, in sit-in all’esterno, chiedono che l’impianto non venga chiuso ma riconvertito in stabilimento per la mobilità sostenibile.

“Ennesima manifestazione e, speriamo, non ennesimo giro a vuoto. Perché oggi non ci accontentiamo. Serve bloccare la procedura, impedire che si arrivi al giorno, il 29 settembre, in cui se non succede nulla l’azienda può mandare le lettere di licenziamento”. Lo ha detto Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom, nel corso della manifestazione. “Il governo – secondo Tibaldi – deve finalmente rispondere del lavoro che tanto annuncia sui giornali. I drammi, le chiusure delle aziende, le ipotesi in loro tutela non possono essere oggetto di campagna elettorale”.

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“Al ministero abbiamo doppio incontro – spiega Rosario Rappa, segretario generale Fiom Napoli – uno di procedura con il ministero del Lavoro e l’altro con il Mise dove ci dovrebbe essere presentato un piano industriale con un consorzio di imprese con l’obiettivo della riconversione dello stabilimento per la mobilità sostenibile che dovrebbe, oltre ad assorbire tutti i lavoratori, prevedere ulteriori assunzioni. Valuteremo con i lavoratori a fronte di un piano presentato”.

Il governo ha ottenuto dalla multinazionale la sospensione dei licenziamenti fino al 15 ottobre.