Terza dose del vaccino, l’Italia è pronta: come funziona il piano Figliuolo

Terza dose del vaccino, l’Italia è pronta: come funziona il piano Figliuolo e quali sono i tempi tecnici per le somministrazioni

Superare quota 80% e potenziare la protezione per le categorie più a rischio: è questo il programma del governo appena partito con la terza dose del vaccino. Una vaccinazione che si muoverà su un doppio binario: da una parte tornare sulle persone che appartengono alle categorie più fragili e dall’altra convincere chi ancora fino ad oggi ha detto no.

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Terza dose del vaccino, l’Italia è pronta (Getty Images)

Ad anticipare il piano è il generale Francesco Paolo Figliuolo, intervistato dal ‘Corriere della Sera’: “Dopo i ‘fragili’ procederemo con le altre categorie e poi andremo avanti per chi ha più di 80 anni, gli ospiti delle Rsa e i sanitari in modo da meglio preservare chi più ne ha bisogno”.

Le stime sono quelle di arrivare ad una percentuale di vaccinati totali pari all’82% ma anche ad una percentuale superiore per le prime dosi. Nulla di nuovo rispetto al recente passato, perché il calendario rispetterà quello della prima fase. E quindi i primi a ricevere la terza dose da questa settimana sono malati oncologici, trapiantati (o in attesa di trapianto), i dializzati e gli immunocompromessi.

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Terza dose del vaccino, l’Italia è pronta: l’appello di Figliuolo a chi non è ancora convinto

Il via libera per tutti gli altri, scaglionati di nuovo in base alle fasce di età come era successo con la prima fase nello scorso gennaio, deve arrivare dagli specialisti. Sarà quindi il Cts a fornire le  indicazioni utili e a quel punti la campagna di allargherà di nuovo agli ospiti delle Rsa e ai sanitari, oltre che agli ultra ottantenni.

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Francesco Paolo Figliuolo (Getty Images)

“Sono soddisfatto perché abbiamo già 41 milioni di immunizzati, pari a circa il 76% degli over12. È un bel risultato, e abbiamo visto anche un incremento delle prenotazioni”, ha spiegato Figliuolo. E poi l’appello a quelli che ancora non sono convinti del vaccino: “Suggerisco di informarsi chiedendo al proprio medico, ai sanitari che operano nelle corsie degli ospedali, a chi ha visto o patito la sofferenza del Covid”.

Gli oltre 130mila morti sono un dato di fatto, così come le restrizioni alle quali sono stati sottoposti gli italiani dal marzo 2020 e che non possono essere abbandonate se non in parte. Nessuno vuole obbligare nessuno, spiega il generale, ma intanto sono pronte quasi 7 milioni di dosi per ricominciare. In tutto ne serviranno poco più di 42 milioni ma intanto l’importante è cominciare.