Smart working, arriva il contratto per la pubblica amministrazione: tre parole chiave

Smart working, arriva il contratto per la pubblica amministrazione: tre parole chiave per fissare i paletti del lavoro da remoto

Operatività, contattabilità e inoperabilità: sono queste le tre parole chiave che modificheranno lo smart working nel prossimo futuro, almeno per la pubblica amministrazione. Perché anche chi non è convinto appieno, come il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha capoto che la rivoluzione è ormai in corso. Quindi l’Italia deve adeguarsi, fissando però alcuni paletti precisi.

renato brunetta
Renato Brunetta (Getty Images)

Entro un mese quindi, garantisce Brunetta, arriverà la prima vera bozza di contratto per i lavoratori. In sostanza, tutto quelli che desiderano aderire a questa forma di lavoro saranno liberi di farlo. Ma non prima di aver sottoscritto un documento con la durata dell’accordo e le modalità del suo svolgimento della prestazione fuori dalla sede abituale.

Inoltre dovranno essere indicate le giornate di lavoro da svolgere in sede e quelle invece a distanza. E allo stesso dovranno essere espressamente previste le modalità di recesso, i tempi di riposo e le modalità di esercizio del potere di controllo del datore di lavoro., Ma soprattutto entrano in gioco tre fasce orarie: operabilità, quella del lavoro vero, contattabilità ma anche inoperabilità, cioè senza possibilità per il datore di pretendere alcunché. In quella fascia, il lavoratore ha diritto e disconnettersi senza poter essere rintracciato.

 

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Nella bozza è anche previsto che il lavoro essere svolto entro i confini nazionali, sempre che la sede di lavoro non sia all’estero. Altra specifica fondamentale è nella tipologia: lo smart working potrà essere attuato esclusivamente “per processi e attività di lavoro, previamente individuati dalle amministrazioni, per i quali sussistano i necessari requisiti organizzativi e tecnologici per operare con tale modalità”.

Smart Working
Smart working, arriva il contratto (Getty Images)

Sulla carta, una trasformazione che interesserà il 15% di personale pubblico impiegato in attività che possono essere svolte da remoto. Ma i lavoratori dovranno essere anche messi nelle migliori condizioni possibili per lavorare da remoto e quindi pc, tablet e smartphone dovranno essere forniti dalle Amministrazioni. restano poi sulle sfondo alcuno benefit, come i buoni pasto, ma intanto già questa settimana ci sarà un nuovo incontro (dovrebbe essere il 22 settembre).

E lo smart working nel settore privato? Anche in questo caso è necessario un accordo nazionale per regolamentarlo, sia nei compensi che nelle modalità o con u accordo tra le parti sociali o con un disegno di legge.