Candidata al Comune di Roma “troppo grassa per entrare nell’autobus”, Marrazzo: “Solidarietà a Debby”

Il candidato sindaco denuncia l'episodio che avrebbe visto vittima Deborah Giovarruscio ed esprime solidarietà sui social.

Troppo grassa per entrare nell’autobus”. Per questa ragione a Deborah Giovarruscio, candidata al Comune di Roma, è stato impedito di entrare in un autobus pieno. L’episodio è stato denunciato sui social da Fabrizio Marrazzo, candidato sindaco della capitale e portavoce nazionale del Partito Gay per i diritti Lgbt+, Solidale, Ambientalista, Liberale.

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Debby, nostra candidata al Comune di Roma, di 37 anni ed affetta da obesità, domenica 19 settembre alle ore 2 del mattino, dopo una serata di volontariato, si è vista negare l’ingresso nell’autobus MA2 presso la fermata di Piazza San Giovanni – spiega Marrazzo – da alcuni viaggiatori assembrati all’entrata del bus, in quanto da loro definita troppo grassa per entrare nell’autobus, nonostante ci fosse spazio in abbondanza”.

Fabrizio Marrazzo - Foto di Facebook
Fabrizio Marrazzo – Foto di Facebook

Stando al racconto del candidato sindaco, nessuno sarebbe intervenuto: “Tutto ciò senza che l’autista e nessun altro passeggero sia intervenuto, lasciandola di sera da sola in strada”. Marrazzo definisce “intollerabile e vergognoso questo atto di body shaming nei confronti di una nostra attivista”.

E annuncia: “In Campidoglio ci batteremo per prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione in tutti i luoghi pubblici e nelle società partecipate del Comune come ATAC. In particolare questo caso fa emergere la necessità di maggiori controlli sui bus, sia per garantire il pagamento dei biglietti, sia per tutelare gli utenti da episodi di questo tipo e non solo”.

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Marrazzo infine, esprime solidarietà a Deborah Giovarruscio: “Debby è una donna coraggiosa, crede fermamente nei valori del Partito Gay Lgbt+, Solidale, Ambientalista, Liberale, crede nell’inclusione. È contro ogni tipo di discriminazione, sia per orientamento sessuale, identità di genere e disabilità. Nessuno l’ha aiutata o difesa per questo atto moralmente indecente. A nome mio e del partito esprimo la massima solidarietà verso Debby, rinnovandole la nostra stima e il nostro affetto”.