Patrick Zaki a processo, subito un rinvio: rischia una condanna pesante

Patrick Zaki a processo, subito un rinvio al tribunale di Mansura per permetere alla difesa di organizzarsi: rischia una condanna pesante

Altre due settimane di attesa dopo 19 mesi di detenzione nella carceri egiziane. Il processo a Patrick Zaki, lo studente imprigionato dal febbraio 2020, rimarrà dentro inattesa che arrivi un verdetto ma una prima parziale vittoria la sua difesa l’ha ottenuta. Un rinvio fino al 28 settembre per esaminare meglio le carte ora che è chiara l’accusa di cui deve rispondere.

Quando, il 7 febbraio dello scorso anno appena atterrato al Cairo, sparì dalla circolazione, il sospetto di un nuovo caso Regeni fu subito palese. Portato davanti alla Procura di Mansura, sua città natale, gli furono contestati i reati di sovversione, minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento a manifestazione illegale, propaganda del terrorismo e diffusione di notizie false.

patrick Zaki
Patrick Zaki (Twitter)

Oggi invece resta in piedi solo quest’ultima accusa che però, se venisse provata e punita con la massima pena, gli costerebbe 5 anni di carcere. In concreto significherebbe altri 3 anni e mezzo, perché la detenzione fatta finora sarebbe decurtata, ma è comunque troppo per un  ragazzo innocente.

Lo ha ribadito ancora una volta lui nella prima udienza, durante la quale ha finalmente potuto rivedere parenti e amici fuori dalle rare visite in carcere. “Vi prego di mettere fine alla mia custodia cautelare”, ha chiesto al giudice prima delle richiesta da parte del pubblico ministero che parte da un solo articolo da lui scritto nel 2019 per il sito egiziano Darraj.

Evidenziava le discriminazioni di cui soffrono i cristiani, come Patrick, in Egitto. Parole che sono state riprese nella prima udienza e che secondo il procuratore dimostrano la sua insubordinazione. Zaki è difesa da Hoda Nasrallah, l’avvocatessa di una Ong con la quale lui collaborava, e proprio la sua richiesta di poter acceder agli atti ha portato al rinvio fino al 28 settembre

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Patrick Zaki a processo, subito un rinvio: le speranze legate alle decisioni del governo egiziano

Nessuno sa in realtà cosa succederà il 28 settembre e quale possa essere il verdetto per Patrick Zaki. Ma indiscrezioni raccolte dalla stampa internazionale sembrano aprire uno spiraglio. Gli Stati Uniti infatti sono pronti a bloccare una parte dei 300 milioni di dollari di aiuti militari promessi all’Egitto. Così il presidente Al Sisi, pur di accedere a quei fondi, potrebbe concedere clemenza a Zaki come gesto distensivo e per dare una nuova immagine della sua amministrazione.

Ma intanto gli amici di Patrick continuano a mobilitarsi per tenere alta l’attenzione sul caso. Nelle ultime ore Amnesty International ha organizzato un flashmob in piazza Maggiore a Bologna al quale hanno aderito 200 persone.

(Facebook)

E l’Università del capoluogo emiliano, dove Zaki studiava prima di essere incarcerato, è in prima fila come conferma il rettore Francesco Ubertini che oggi ne parlerà con il premier Draghi. “Zaki è accusato di aver difeso la minoranza copta – riporta ‘La Repubblica’ – e stiamo parlando di un reato di opinione, della violazione della libertà di pensiero”.