Accoltellamento a Rimini, esclusa la pista terroristica. Ma Salvini attacca Lamorgese

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Accoltellamento a Rimini, il ministro dell’Interno in visita ufficiale esclude la pista terroristica. Ma Salvini attacca comunque Lamorgese

A due giorni dal grave fatto di sangue che ha scosso Rimini, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese è arrivata questa mattina nel capoluogo romagnolo. Ha partecipato ad un comitato per la sicurezza urgente, dopo l’accoltellamento di cinque persone tra le quali un bambini di 6 anni, da parte di un cittadino somalo.

Luciana Lamorgese (Getty Images)

E direttamente dalla sua voce è arrivata la conferma: la pista terroristica è esclusa. “Di questo abbiamo certezza. Da Roma abbiamo contattato immediatamente le polizie europee per averne certezza di questo dato, Un episodio che certamente non doveva capitare, ma che poteva capitare in qualunque parte d’Italia o d’Europa. Si tratta di una persona evidentemente disturbata, su questo sono in corso tutti gli accertamenti del caso dal punto di vista psichiatrico”.

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Accoltellamento a Rimini, nuovo attacco di Matteo Salvini al ministro Lamorgese

Una risposta che però non placa le polemiche scatenate dall’episodio specifico e dalle frizioni in corso da settimane tra il ministro e parte della sua maggioranza, Lega in testa. Matteo Salvini, che quel dicastero lo ha retto nel recente passato, ha trovato una nuova occasione per attaccare l’attuale ministro dell’Interno.

A caldo, la sua reazione via social è stata chiara: “Immigrato senza biglietto fermato sull’autobus a Rimini. Prima accoltella i due controllori, poi altre tre persone fra cui un bambino, ferito alla gola. Maledetto delinquente, spero che nessuno dica ‘poverino’… A casa sua e stop, giusto ministro Lamorgese?”.

Matteo Salvini attacca di nuovo Luciana Lamorgese (Getty Images)

Ma il ministro gode della stima di Mario Draghi (“Secondo me ha lavorato molto bene”, ha detto di recente) e si difende parlando di attacchi esclusivamente personali. Salvini, appoggiato in questa battaglia anche di Fratelli d’Italia, invece mette sul banco tutti quelli che considera insuccessi personale di chi è arrivata dopo di lui: “Tra rave, sbarchi senza sosta e clandestini violenti è spaventoso che l’unica preoccupazione del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, siano le critiche della Lega. Se non può, non sa o non vuole fare il suo lavoro, lo lasci fare a qualcun altro“. Un rimpasto però non è assolutamente alle viste.

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