Netflix Italia, cambia di nuovo tutto: abbonamento e programmazione

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Netflix Italia, cambia di nuovo tutto: abbonamento e programmazione. Gli utenti sopresi dalle novità introdotte dalla piattaforma streaming

Netflix Italia
Netflix (Foto: Pixabay)

E’ la regina indiscussa delle serie Tv. L’uscita delle ultime cinque puntate della Casa di Carta anche in Italia, ha mandato letteralmente in tilt gli abbonamenti a Netflix. La piattaforma streaming più seguita al mondo non smette mai di presentare novità interessanti ai propri utenti, in base ai vari paesi in cui opera. Il fatturato globale del gruppo americano ha superato ultimamente i 6,6 miliardi di dollari, con più di 209 milioni di abbonati a livello globale. Nonostante il successo acclarato dai numeri, però, Netflix ha deciso di lavorare sulla propria immagine e di non fermarsi all’attuale formato. In particolar modo la loro idea è quella di scrollarsi di dosso la cattiva reputazione delle big tech, accusate spesso di non pagare regolarmente le tasse. Questo perchè scelgono dei paradisi fiscali dove fissare la propria sede sociale ed evitare le regole di ogni singolo Stato.

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Netflix Italia, cambia di nuovo tutto: nasce una nuova società della piattaforma streaming

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Netflix Italia (Foto: Pixabay)

Per quanto riguarda la realtà italiana, però, la piattaforma streaming ha deciso di pagare regolarmente le imposte previste dalla legge.
Sta per nascere infatti l’apposita branca di Netflix Italia. Significa che i ricavi generati dagli abbonamenti nel nostro Paese verranno pagati a una compagnia, Los Gatos Services Italia, che opera qui già da tempo. Nel 2020 Los Gatos Services Italia ha realizzato un utile di 836mila euro, con ben 19 milioni di ricavi. 

Quest’ultimo gruppo cambierà dal prossimo anno il nome in Netflix Italia e accentrerà tutti i ricavi dell’azienda californiana (con sede proprio a Los Gatos), pagando quanto deve al Bel Paese. Tutto questo rientrerà anche nella logica della Global Tax, ovvero di una tassa voluta dal presidente Biden per tutte le multinazionali che riguarderà anche le sedi del G7 e porterà ad una tassazione di almeno il 15%. A questa si aggiungerà anche l’aliquota nazionale, sui ricavi ottenuti in patria, azzerando quindi la possibilità di abbattere le imposte come avvenuto fino ad ora.

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