Funivia Mottarone, Eitan rapito in Israele dal nonno. L’allarme lanciato dalla zia affidataria

Il piccolo di sei anni è il solo sopravvissuto alla caduta della Funivia di Stresa-Mottarone, costata la vita anche ai suoi genitori e al fratellino

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eitan rapito

Eitan Biran, il bambino di origini israeliane di soli sei anni sopravvissuto alla strage del Mottarone sarebbe stato rapito e portato in patria dal nonno materno. Il bambino è affidato alla zia paterna in Italia da quando è stato dimesso a maggio dall’ospedale Regina Margherita di Torino, dove era ricoverato per le ferite riportate nella caduta della cabinovia costata la vita a 14 persone.

Le indagini condotte dagli uomini della Questura di Pavia sono partite proprio dalla denuncia della zia Aya Biran-Nirko e ipotizzano il reato di sequestro di persona. Il piccolo sarebbe dovuto rientrare a casa dopo del tempo concesso al nonno, ma questi si sarebbe dileguato portando Eitan con sé.

La strage del Mottarone

Nella strage del Mottarone sono morti i genitori e il fratellino di Eitan, oltre ai suoi bisnonni. In cura anche per il trauma psicologico riportato nella caduta -il bambino è sopravvissuto solo perché il papà gli ha fatto da scuso col suo corpo- subito dopo la tragedia è stato affidato alla zia Aya, medico di 41 anni.

Battaglia per l’affidamento di Eitan

Qualche mese dopo la strage, però, la famiglia della mamma di Eitan che vive ancora in Israele ha cominciato una battaglia legale per ottenere l’affidamento del bambino. Secondo il ramo materno della famiglia, Eitan in Italia sarebbe stato sovraesposto mediaticamente e tenuto “in ostaggio” presso una famiglia che con lui non ha avuto mai nessun tipo di rapporto prima dell’incidente.

Armando Simbari, legale della zia del piccolo Eitan, esprime grande preoccupazione per il rapimento del bambino: “È stato confermato che si trova in Israele. Ieri abbiamo fatto subito una denuncia quando il bambino non è rientrato. La nostra preoccupazione è ed è sempre stata l’equilibrio psicofisico del bambino”.

Gli avvocati spiegano anche che -nonostante fosse la zia paterna l’affidataria di Eitan- per il suo bene si era deciso di permettere periodiche visite anche agli altri membri della famiglia. Proprio durante uno di questi incontri, il nonno materno lo avrebbe portato in Israele con un aereo privato.

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