Green pass, Ciccozzi a iNews24: “Ritirarlo a chi non fa la seconda dose”

"Se lo scopo di rendere obbligatorio il green pass è raggiungere il 90% dei vaccinati, va bene, ma al momento della prima dose, dovrebbe essere rilasciato con la clausola di sottoporsi necessariamente alla seconda, o in alternativa toglierlo.", dice il direttore dell’Unità di statistica Medica ed Epidemiologica del Campus Biomedico di Roma.

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Secondo Massimo Ciccozzi il green pass dovrebbe essere “rilasciato con la clausola di sottoporsi necessariamente alla seconda dose” e “in alternativa ritirarlo” a chi non rispetterà questa regola. A causa della variante Delta non basta più l’80% dei vaccinati: “Per uscire da questa situazione dobbiamo raggiungere almeno il 90% delle coperture con due dosi”. Ai microfoni di iNews24, il direttore dell’Unità di statistica Medica ed Epidemiologica del Campus Biomedico di Roma.

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Professore, in un’intervista al Corriere della Sera, Fabio Ciciliano, componente del Cts, ha spiegato che a causa della variante Delta, il raggiungimento dell’80% dei vaccinati non è più sufficiente.
Dobbiamo continuare a far capire alle persone che la vaccinazione è fondamentale per uscire da questa situazione e dobbiamo raggiungere almeno il 90% delle coperture con due dosi di vaccino. La variante Delta è otto volte più contagiosa del ceppo originario del Sars-CoV2”;

Secondo Fabio Ciciliano, estendere il green pass contribuirà a far crescere il numero dei vaccinati…
Dobbiamo ricordare che è fondamentale vaccinarsi con due dosi, una non basta. Il green pass italiano è valido già dopo la prima dose. Quindi se lo scopo di rendere obbligatorio il green pass è raggiungere il 90% dei vaccinati, va bene, ma al momento della prima dose, dovrebbe essere rilasciato con la clausola di sottoporsi necessariamente alla seconda, o in alternativa ritirarlo. La copertura con una sola dose, come si sa, è al 50%. Poi c’è da capire se l’immunità di gregge ci può essere utile o meno”;

Massimo Ciccozzi - Foto di Università Campus Bio-medico di Roma
Massimo Ciccozzi – Foto di Università Campus Bio-medico di Roma

L’obbligo vaccinale potrebbe essere un’alternativa?
Sono dell’idea che obbligare una persona a vaccinarsi è dura. Lo fanno tre o quattro Paesi al mondo. Io preferisco una buona e giusta informazione sulla base della quale le persone decidono. A meno che non si tratti di punti nevralgici dove obbligatoriamente devono vaccinarsi per non far morire le persone. Escludendo questi casi, più che obbligarle, dobbiamo far capire alle persone che non c’è alternativa. Se vogliamo uscire dalla pandemia e non vogliamo andare in ospedale o morire, dobbiamo vaccinarci”;

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L’Uk si prepara a una serie di misure anti-Covid per i prossimi mesi, per prevenire l’arrivo di tempi difficili in inverno. Crede che l’Italia dovrebbe fare lo stesso?
Dovremmo tornare ad utilizzare le mascherine all’aperto, oltre che al chiuso, perché sono l’unica barriera che c’è tra due persone che si avvicinano, se non vogliono infettarsi. Ricordiamoci sempre che nel 23% dei casi, anche se vaccinati con doppia dose, ci possiamo infettare e possiamo infettare gli altri. Dobbiamo quindi far capire alle persone che quando ci sono gli assembramenti, le mascherine vanno utilizzate anche all’aperto”;

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Quali altre misure dovrebbero essere adottate?
La nostra economia deve ripartire, quindi niente restrizioni come lockdown. Ma serve il buonsenso delle persone. Il distanziamento, l’igiene delle mani, la mascherina e la vaccinazione sono gli elementi che ci permetteranno di uscire dalla pandemia”;

Il bollettino di oggi, venerdì 10 settembre registra 62 morti, 548 persone in terapia intensiva (-10) con 37 ingressi nelle ultime 24 ore. I nuovi casi sono 5621 e la percentuale dei positivi è al 2%. I tamponi effettuati, compresi i test rapidi, sono 286.028. Il quadro della situazione non sembra preoccupante…
Abbiamo raggiunto il picco di contagi a metà agosto. Adesso stiamo vedendo una discesa lenta del numero dei casi e di conseguenza delle terapie intensive. Dobbiamo invece stare attenti verso il 15-20 settembre, quando ci sarà il ritorno dei vacanzieri, che hanno abbassato un po’ la guardia durante l’estate dal punto di vista delle regole che conosciamo. A metà mese quindi, potrebbe esserci un aumento dei casi, ma non mi aspetto assolutamente un autunno come l’anno scorso, proprio grazie alle vaccinazioni”;

Il Green Pass (foto Shutterstock).
Il Green Pass (foto Shutterstock).

Poco fa in conferenza stampa Giovanni Rezza, responsabile della Prevenzione del ministero della Salute, ha annunciato che verrà emanata una circolare con indicazioni preliminari sulla terza dose. Sarà un completamento del ciclo vaccinale più che una terza dose e sarà indirizzata innanzitutto alle persone trapiantate o immunocompresse.
Per valutare la questione della terza dose abbiamo solo i dati israeliani che sono molto interessanti, ma non sono sufficienti. Aspetterei quindi i risultati e nel frattempo sono d’accordo a procedere con le terze dosi, in maniera preventiva, con i fragili, gli over 80, nelle rsa e gli operatori sanitari. Inoltre sono d’accordo ad estendere il green pass a dipendenti esterni, genitori a scuola e anche nelle rsa”.

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