Omicidio di Verona: Chiara aveva uno straccio imbevuto di candeggina in bocca

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Emergono nuovi particolari sull’atroce delitto di Calmasino di Bardolino, in provincia di Verona. La 27enne Chiara Ugolini è stata trovata morta nell’appartamento che condivideva col suo fidanzato, sulle colline che guardano alle sponde veronesi del Lago di Garda. La ragazza presentava, al momento del ritrovamento del corpo, un’unica fuoriuscita di sangue dalla bocca. Segno, secondo gli inquirenti, che la morte sia avvenuta per un’emorragia interna.

Chiara Ugolini (Foto da Instagram)

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Per la morte di Chiara Ugolini è stato fermato il 38enne Emanuele Impellizzeri, originario di Catania ma da tempo residente in Veneto. Secondo le indagini dei carabinieri, l’uomo sarebbe entrato dalla porta-finestra della cucina e avrebbe tentato di zittire Chiara utilizzando lo straccio imbevuto di candeggina. Il movente, sempre secondo gli inquirenti, sarebbe quello della violenza sessuale.

Sarà comunque l’autopsia, prevista per giovedì 9 settembre, a chiarire le cause del decesso di Chiara. Impellizzeri, già noto alle forze dell’ordine e con precedenti per rapina e resistenza a pubblico ufficiale, non ha voluto rilasciare dichiarazioni agli investigatori. L’ipotesi più accreditata è quella della violenza sessuale. Chiara, intorno alle ore 14, era tornata nella casa che condivideva col fidanzato per cambiarsi, per poi tornare nel negozio di abbigliamento di proprietà della famiglia di quest’ultimo. Impellizzeri, intanto, aveva tentato la fuga. È stato fermato dai carabinieri sull’autostrada A1, all’altezza di Firenze Impruneta, e condotto al carcere di Sollicciano.

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