Mascherine in classe, Matteo Bassetti a iNews24: “Toglierle adesso non è prudente”

E sull'obbligo vaccinale: "La decisione spetta alla politica. A ognuno il suo mestiere".

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Potremo togliere le mascherine in classe tra qualche mese. Adesso non sarebbe prudente”. Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico di Genova, sull’obbligo vaccinale, mascherine a scuola e altre tematiche riguardanti il Covid-19.

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Il ministro alla Salute Roberto Speranza e quello all’Istruzione Patrizio Bianchi hanno annunciato che presto potranno essere tolte le mascherine a scuola, nelle classi dove gli studenti sono tutti vaccinati. È d’accordo?
In una prima fase non sarebbe prudente, ma dobbiamo arrivarci. Con sempre più vaccinati nelle classi e sui luoghi di lavoro, andiamo verso questo obiettivo. Tra qualche mese potremo toglierle anche a scuola, anche perché sarebbe ipocrita pensare che i ragazzi indossino la mascherina ininterrottamente per sei ore, soprattutto dal momento che all’aperto non è obbligatoria. Gli studenti che entrano in classe, un’ora prima sono stati insieme fuori. Potremo arrivare addirittura al punto che indossarle non sarà più obbligatorio per legge, ma una scelta di protezione. I cinesi le usano da trent’anni e non sono obbligati”;

L’Italia, come si sa, non esclude la possibilità di introdurre l’obbligo vaccinale. Lei è d’accordo?
Questa è una domanda da porre ai politici. Io, da medico, rispondo che vanno vaccinate più persone possibili. Con la variante Delta non esiste l’immunità di gregge, per cui dovremmo tendere verso una totale copertura vaccinale. Come raggiungere questo obiettivo non mi compete, perché non è il mio mestiere. La decisione spetta alla politica, che mi pare si sia espressa in modo forte”;

Covid Bassetti
Matteo Bassetti (da Facebook)

Il Prac, Comitato per la sicurezza dell’Ema, sta valutando la sindrome infiammatoria multisistemica del vaccino Pfizer. Di cosa si tratta?
Si tratta di un fenomeno rarissimo che può essere scatenato dalla vaccinazione. Ma continuo a pensare che i benefici dei vaccini sono di gran lunga superiori ai rischi. Io e i miei familiari ci siamo vaccinati senza porci troppi problemi. Vorrei che la gente si facesse le stesse domande ogni volta che prende un medicinale per la febbre o dopo essere andato a giocare a calcetto o perché ha bevuto troppo la sera prima. Noi italiani siamo quelli che usano più farmaci in auto-prescrizione. Ci vengono gli stessi dubbi per tutte le medicine?”;

Cosa si sa ad oggi, della variante Mu trovata in Colombia, che è sotto osservazione da parte dell’Oms?
La variante Mu, che chi ha fatto gli studi classici chiama Mi, viene dal Sud America. Al momento sappiamo che potrebbe resistere ai vaccini. Ma abbiamo detto la stessa cosa anche quando è arrivata la variante Delta, quindi non mi allarmerei. Vedremo sul campo cosa accadrà. Fino ad oggi i vaccini hanno funzionato su tutte le varianti. La prevalenza della Mi nel mondo, ad oggi è allo 0,1%, dobbiamo monitorarla e fare attenzione. Ma c’è un dato: questa variante si è sviluppata in Colombia e in Equador, dove sono stati fatti pochi vaccini”;

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Professore, ieri, venerdì 3 settembre, i dati dei contagi hanno registrato 6735 nuovi casi e 58 decessi. I pazienti in terapia intensiva sono 556 e il tasso di positività è al 2,3%. Come analizza questi numeri?
Il picco dei contagi è stato toccato circa due settimane fa. Ieri non c’è stato un aumento significativo delle terapie intensive e stiamo attraversando una fase di stabilizzazione. Nel mio reparto da lunedì potremmo anche tornare Covid-free, dopo un periodo abbastanza pesante. L’onda estiva si sta esaurendo e il numero dei decessi è contenuto. Certo, il massimo sarebbe tendere allo zero. Se i numeri restassero questi, e non sarà così, arriveremmo intorno ai 7-12mila morti all’anno. Sono troppi, ma non sono più i 1000 al giorno di qualche mese fa. Tutto questo è segno che i vaccini ci hanno permesso di ottenere l’auspicata rete di protezione. Adesso è il momento di capire cosa accadrà tra venti giorni”;

Qual è la sua previsione?
L’atteso è che tra ottobre e Natale avremo una nuova ondata. Bisognerà capire quanto sarà alta questa “onda” e quanto rapidamente crescerà. Io sono ottimista, dobbiamo stimolare la gente a vaccinarsi. Il 95% delle persone fragili e anziane sono state messe abbastanza al sicuro. Adesso mi preoccupano i 40enni, 50enni e 60enni. 7-8 milioni tra questi non sono vaccinati. Però ci occuperemo di tutti e al momento mi rinfranca avere 8 italiani su 10 coperti almeno dagli eventi più gravi”;

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Foto archivio – Getty Images

Gli esperti del comitato medico-scientifico britannico indipendente, che assistono Boris Johnson, hanno espresso parere negativo sulle vaccinazioni a bambini e ragazzi sani dai 12 ai 15 anni. Non è ancora stato deciso nulla e il Governo ha fatto sapere che consulterà altri esperti…
Noi siamo in Europa e l’abbiamo approvata. È vero che ci sono forme di pericardite e miocardite, ma abbiamo visto che si auto-risolvono. Vaccinare i ragazzi significa proteggere indirettamente le fasce più deboli. Io non sono d’accordo con il loro parere, ma ogni Paese fa le sue scelte. Credo che sia intelligente continuare a proporre la vaccinazione ai giovani”;

Ha più ricevuto minacce?
Anche stanotte ho ricevuto telefonate da persone che io chiamo stalker. Stamattina ho ricevuto un messaggio in cui c’è scritto: “Ti verremo a prendere”. Il tenore è sempre lo stesso, mi chiamano delinquente e ladro. Il procuratore capo facente funzioni Francesco Pinto di Genova ha dimostrato di essere assolutamente dalla parte della tutela della giustizia. Speriamo che la magistratura faccia presto il suo corso e che queste persone possano essere denunciate e processate rapidamente, con pene commisurate ai reati commessi. La Procura ha in mano tutti gli elementi necessari”;

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La chat nella quale è finito, tra gli altri, il suo numero di telefono, è stata chiusa?
È sta chiusa e poi riaperta. C’è stata poca collaborazione da parte di Telegram. Immagino che non sia facile interloquire con una società che ha sede negli Usa. È evidente che anche in questo ambito, bisognerà fare passi in avanti in futuro, perché non è possibile che esistano canali su cui girano indirizzi di casa e numeri di telefono senza che nessuno faccia niente. Tutto si ispira a un concetto di libertà che non esiste. Dov’è la libertà se si viene chiamati a casa alle 3 del mattino? Inoltre credo che la pandemia abbia reso ancor più evidente il problema della mancanza dei controlli sui social”.

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