Emergenza rifiuti in Italia, lo studio: discariche piene entro tre anni

Come riporta Il Sole 24 Ore, l'Italia, per allinearsi con l'Europa in tema di utilizzo della spazzatura come fonte energetica alternativa ai combustibili fossili, dovrebbe dovrebbe utilizzare altri 3,1 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, cioè il 53% in più rispetto ad oggi.

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Entro il 2035 bisognerà riciclare al 65% e in discarica dovrà arrivare il 10% dei rifiuti. Tra un anno e mezzo le discariche del Sud Italia saranno colme, mentre al Nord restano ancora quattro o cinque anni per diventare definitivamente inutilizzabili.

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A rivelarlo è uno studio di A2A, “Da Nimby a Pimby, Economia circolare come volano della transizione ecologica e sostenibile del Paese e dei suoi territori”, realizzato in collaborazione con The European House-Ambrosetti.

Discarica

Come riporta Il Sole 24 Ore, l’Italia, per allinearsi con l’Europa in tema di utilizzo della spazzatura come fonte energetica alternativa ai combustibili fossili, dovrebbe dovrebbe utilizzare altri 3,1 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, cioè il 53% in più rispetto ad oggi.

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In pratica servirebbe un investimento di circa 2 milioni e mezzo di euro per creare circa 7 impianti nuovi di riutilizzo energetico.

In merito al biometano, nello studio si legge che “l’Italia avrà la necessità di trattare ulteriori 3,2 milioni di tonnellate di frazione organica, pari al 50% in più dei volumi attualmente trattati, con un fabbisogno impiantistico di 38 nuovi impianti, di cui oltre l’80% nei territori del Centro-Sud, per un investimento complessivo di circa 1,3 miliardi di euro”.

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