Green pass, il Tar del Lazio respinge il ricorso dei prof no vax: “Corretta la sospensione di chi non lo possiede”

Bocciato il ricorso presentato da associazioni di docenti e personale ATA contrari al green pass obbligatorio a scuola. Il tribunale certifica che la sospensione è possibile e il costo dei tamponi deve essere a carico dei dipendenti

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scuola e covid

Bocciato dal Tar del Lazio il ricorso contro il green pass obbligatorio a scuola presentato dai prof no vax che ne chiedevano la sospensione. I decreti monocratici 4531/2021 e 4532/2021 depositati oggi sanciscono che il lasciapassare verde non viola il diritto del personale a non vaccinarsi perché questo “non ha valenza assoluta”.

Nessuna delle istanze avanzate dai docenti è stata accolta dal tribunale amministrativo, in quanto non soltanto nei decreti viene ricordato che il diritto alla salute deve essere sempre correlato ad altri diritti fondamentali che entrano in gioco nella gestione della pandemia, ma anche che la possibilità dei docenti di non vaccinarsi è fatta salva dalla possibilità di ottenere il green pass con un tampone.

Inoltre, nemmeno la sospensione dal lavoro dopo cinque giorni di assenza causata dal mancato possesso del lasciapassare convince il giudice monocratico a fermare il provvedimento, in quanto si tratta di una questione sempre risarcibile economicamente. Infine, non si presentano all’esame dell’organo giurisprudenziale nemmeno problemi sul fronte del diritto alla privacy.

Green pass obbligatorio dal 6 agosto

Il decreto legge del 6 agosto 2021 rende obbligatorio il possesso del green pass per l’accesso a tutti i luoghi pubblici al chiuso o dove vi siano rischi di contagio: ristoranti, palestre, centri benessere e a partire da settembre anche mezzi di trasporto pubblici e istituti scolastici.

Contro il provvedimento adottato dal Ministero dell’Istruzione si sono mosse associazioni di insegnanti e personale scolastico in tutta Italia. Non solo, anche presidi e dirigenti scolastici si sono detti contrari alla macchinosa procedura di certificazione del lasciapassare da effettuare ogni mattina all’ingresso dei plessi.

L’Associazione nazionale presidi ha chiesto la possibilità di registrare i docenti vaccinati e con un green pass completo, ma l’ipotesi è stata già bocciata dal Garante della privacy proprio per tutelare la segretezza dei dati sanitari dei dipendenti e impedire di stilare liste di prof no vax.

Perché il Tar del Lazio boccia i ricorsi anti-green pass

I provvedimenti presi oggi dal Tar del Lazio, però, mettono un freno ai proclami di vittoria che si sono levati dai movimento di docenti contro il vaccino. Il diritto dei professori e dei dipendenti a non essere vaccinati viene rispettato dai provvedimenti presi dal governo, come scrive il giudice: “il prospettato diritto, in disparte la questione della dubbia configurazione come diritto alla salute, non ha valenza assoluta né può essere inteso come intangibile, avuto presente che deve essere razionalmente correlato e contemperato con gli altri fondamentali, essenziali e poziori interessi pubblici quali quello attinente alla salute pubblica a circoscrivere l’estendersi della pandemia e a quello di assicurare il regolare svolgimento dell’essenziale servizio pubblico della scuola in presenza”.

Il Tar ricorda anche che è prevista un’alternativa alla vaccinazione per dotarsi di green pass, ovvero “la produzione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-Cov 2” e dato che questa misura è stata presa per rispettare il diritto dei professori “non appare irrazionale che il costo del tampone venga a gravare sul docente che voglia beneficiare di tale alternativa”.

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