Ritorno a scuola, l’app che controllerà il green pass è in ritardo, Floridia: “Questione di pochi giorni”

Tutto il personale scolastico dovrà esibire il green pass per poter lavorare, ma la piattaforma non c'è ancora, nonostante l'ok del Garante per la privacy.

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Manca poco alla riapertura delle scuole, ma la piattaforma che servirà a validare in modo automatico il green pass non è ancora pronta e al momento le verifiche dovranno avvenire con altri metodi. Lo ha ammesso anche la sottosegretaria al ministero dell’Istruzione Barbara Floridia, che ha detto al Corriere della Sera: “Ci sarà un po’ di disagio, siamo un po’ in ritardo, ma è davvero una questione di pochi giorni”.

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A partire da domani, primo settembre, tutto il personale scolastico dovrà esibire il green pass per poter lavorare, ma la piattaforma non c’è ancora, nonostante l’ok del Garante per la privacy: “Il Garante in via d’urgenza, ha espresso parere favorevole sullo schema del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che introduce modalità semplificate di verifica delle certificazioni verdi del personale scolastico, alternative a quelle ordinarie che prevedono l’uso dell’App VerificaC29, che rimane comunque utilizzabile”, si legge in una nota.

Barbara Floridia - Foto di Facebook
Barbara Floridia – Foto di Facebook

Floridia risponde alle polemiche sui ritardi della piattaforma che controllerà il green pass: “Ho sentito molti presidi dal Veneto alla Sicilia che si stanno organizzando in attesa della piattaforma che permetterà di controllare automaticamente i green pass, ma rispettando la privacy di ognuno”.

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I presidi intanto, sembrano avere la situazione sotto controllo, in attesa che la piattaforma sia pronta: “Stiamo aspettando la piattaforma per il controllo del green pass del personale della scuola, e confidiamo che arrivi per l’inizio delle lezioni come ci è stato assicurato – spiega Mario Rusconi, presidente dell’ANP di Roma Per gli esami di riparazione dal primo settembre faremo i controlli singolarmente, con la normale app. Non prevediamo grandi disagi perché parliamo di 10-20 docenti per scuola”.

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