L’appello delle studentesse afghane bloccate a Kabul: “Le nostre vite sono a rischio, salvateci”

Ministero dell'Università, Farnesina e Difesa sono impegnate per trovare una soluzione che permetta alle 81 studentesse afghane bloccate a Kabul di rientrare in Italia. L'appello delle ragazze: "Aiutateci prima che ci seppelliscano con i nostri sogni"

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Sono 81 le studentesse afghane iscritte all’Università degli studi di Roma “La Sapienza” che nonostante fossero sulla lista del Ministero della Difesa che le autorizzava a lasciare il Paese per fare ritorno in Italia, sono rimaste bloccate a causa dell’attentato che il 26 agosto all’aeroporto di Kabul è costato la vita a 170 persone.

La conferma arriva direttamente dall’ex rettore dell’ateneo romano, Eugenio Gaudio,  che ha dichiarato come insieme al prorettore agli affari internazionali, Bruno Botta, stiano lavorando “a 360 gradi per sostenere gli studenti afghani iscritti alla Sapienza attraverso fondi con la Fondazione Roma-Sapienza”

 L’appello delle studentesse bloccate a Kabul

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Nel frattempo, proprio oggi, sono state pubblicate da La Stampa e da La Repubblica due lettere inviate dalle studentesse bloccate in Afghanistan con un appello al nostro Paese.

“Mi chiedevo se ci sarà qualcuno che possa leggere queste righe dal mio cuore spezzato e aiutarci a uscire da questa città sofferente prima che ci seppelliscano con tutti i nostri sogni”

“Chiediamo al governo italiano e alla comunità internazionale di collaborare con noi studenti dell’Afghanistan, siamo un gruppo sociale vulnerabile in questo paese martoriato e abbiamo urgente bisogno di aiuto per salvare le nostre vite da questa situazione di immediato pericolo. Abbiamo bisogno della speranza per continuare la vita”.

La risposta delle istituzioni italiane

Università La Sapienza © Getty Images

Anche la ministra dell’Università e Ricerca, Cristina Messa, sta seguendo molto attentamente la vicenda delle studentesse rimaste bloccate a Kabul, spiegando che al momento “le ragazze sono state divise in gruppi e affidate in situazioni protette in più case, stanno girando, per evitare di essere identificate. La situazione in questo momento è protetta, però bisogna correre”

Si tratta di una lotta contro il tempo per poter riuscire a riportare in Italia queste studentesse, e sia la Farnesina che il ministero della Difesa sono attualmente impegnati a cercare una soluzione il più rapidamente possibile.

“Le liste nominative restano solo in mano a noi e non devono arrivare alle forze che stanno occupando il Paese” ha aggiunto la ministra Messa, specificando che “bisogna capire se si riesce ancora con qualche volo, altrimenti si cercherà una soluzione via terra”.

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