Raffaella Carrà “morta per il vaccino”: la tesi del candidato sindaco fa indignare

0

Raffaella Carrà “morta per il vaccino”: la tesi del candidato sindaco fa indignare. Ma la posizione dei No vax non cambia

(Instagram)

Italexit, il movimento fondato dal giornalista e parlamentare Gianluigi Paragone (ex 5Stelle), è apertamente contro il vaccino anti Covid-19. Un tema che entra anche nella campagna per le prossime Amministrative di inizio ottobre, come ha dimostrato l’ultima iniziativa di protesta partita da Torino.

Lì il candidato sindaco si chiama Ivano Verra, nella vita di tutti i giorni fa l’architetto ma ha anche le sue idee sul Covid e in una delle prime uscite pubbliche ne ha parlato con i media. “Raffaella Carrà e Carla Fracci dimostrano le conseguenze del vaccino. Guarda caso sono morte a seguito di un vaccino e guarda caso non si sa di quale malattia”. In realtà entrambe erano malate di tumore, come ha ampiamente riportato la stampa, ma il candidato non si fida. Però non risponde (almeno per adesso) a chi, via social, gli chiede spiegazioni della sua tesi.

(Facebook)

Così come non si fida del vaccino perché dice di avere paura delle conseguenze. E spiega di conoscere persone che “stanno cercando dei malati di Covid per baciarli. Vorrebbero prendersi il virus in modo da non doversi vaccinare”. E non crede nemmeno a tutto quello che è successo nell’ultimo anno e mezzo in Italia, a partire dalla famosa immagine delle bare in uscita da Bergamo.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Vaccini anti Covid, Aifa: ok all’eterologa per over 60 dopo reazioni avverse alla prima dose

Torino, l’Ordine dei medici sospende sei dottori No vax “Non possono diventare fonte di malattia”

Intanto però sempre a Torino l’Ordine dei Medici di Torino ha preso una decisione e una posizione ufficiale sospendendo sei dottori No vax. Ha spettato che arrivasse dall’Asl l’elenco e sono partiti i primi provvedimenti ai quali ne seguiranno altri.

Vaccino Covid
Vaccino Covid, due medici di Modena lo “regalano” a parenti e amici (Getty Images)

Il presidente dell’Ordine, Guido Giustetto, intervistato dall’edizione torinese de ‘La Repubblica’, è netto: “Esiste il diritto a non vaccinarsi? Allora questi colleghi si tolgano il camice e cambino lavoro. È paradossale che proprio un medico possa diventare fonte di malattia per i suoi pazienti”. L’obbligo stabilito dal decreto Cartabia è chiaro e la sospensione andrà avanti fino al 31 dicembre 2021. “Il rifiuto di vaccinarsi va contro, oltre che alle evidenze scientifiche, a diversi principi e precetti del nostro codice deontologico. Pone il medico in posizione di garanzia nei confronti dei cittadini che a lui si rivolgono”, chiude Giustetto.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui