Afghanistan, Fontana (Lega ) a iNews24: “La foto Di Maio in spiaggia non è stata una bella immagine per il Governo, spero possa rimediare immediatamente”

Il vicesegretario federale della Lega, Lorenzo Fontana, non ha dubbi sul fallimento dell’exit strategy americana dall’Afghanistan: “Una strategia molto discutibile, che ha portato un danno d’immagine sia all’amministrazione Biden che agli Stati uniti”. Sul rischio umanitario dopo la riconquista talebana, l’esponente leghista auspica un intervento tempestivo dell’Europa: “Meglio iniziare da subito con i corridoi umanitari piuttosto che poi aprire le porte a chiunque senza sapere chi siano queste persone”

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Lorenzo Fontana (@Facebook)

Abbiamo ancora tutti quanti negli occhi le terribili immagini di quello che sta accadendo a Kabul e nelle altre città afghane. Qual è il suo punto di vista su questa vicenda?

“Che le forze occidentali e che gli americani volessero andare via dall’Afghanistan era una cosa risaputa, e da anni ormai la loro presenza nel Paese non era più considerata importante, né dall’opinione pubblica, né dal punto di vista degli apparati americani per quanto riguarda le questioni economiche o geopolitiche. L’uscita di scena era prevista, però la gestione di questa uscita è stata evidentemente condotta molto male, anche perché nessuno aveva previsto una riconquista così rapida da parte dei talebani. È stata una strategia molto discutibile, che secondo me ha anche portato un danno d’immagine non indifferente sia all’amministrazione Biden che, più in generale, a tutti gli Stati uniti”

Parliamo di una guerra durata venti anni, per cui anche gran parte dei governi europei, compreso quello italiano, hanno votato più volte il rifinanziamento della missione.

 “Assolutamente, dobbiamo però ricordarci come è cominciata questa storia. L’azione contro l’Afghanistan parte il 7 ottobre del 2001 ed era mirata a stanare Al Qaeda e Bin Laden che era rifugiato nel Paese. Dopo che questa operazione si è conclusa con la morte dello sceicco nel 2013, gli americani già da allora cercavano una via di uscita. Ci hanno raccontato per anni che si andava ad esportare democrazia e a difendere i diritti umani, poi ieri sera Biden ha detto che non era questo il compito che le truppe dovevano svolgere. Non mi sorprende il fatto che gli Usa siano voluti usciti da questa situazione, mi stupisco più che altro che le forze di intelligence non avessero previsto che i talebani avrebbero riconquistato cosi rapidamente il Paese”

L’operato della Farnesina e la polemica per la foto in spiaggia di Di Maio

coprifuoco di maio
il ministro Luigi Di M aio (Getty Images)

Sul piano politico italiano, come ritiene stiano lavorando il ministero della Difesa e la Farnesina in questa situazione?

“So che stanno lavorando per cercare di mettere in salvo tutte le persone che hanno collaborato con noi e che potrebbero avere più di un problema con i talebani, come d’altronde stanno facendo gli Stati Uniti che stanno mandando nuovamente dei marines proprio per creare dei corridoi umanitari. Mi auguro che questi corridoi possano esserci  anche per le donne, i bambini e le persone più fragili, perché a loro dobbiamo garantire la possibilità di mettersi in salvo”

Ci sono state alcune polemiche per la foto che del ministro Di Maio in spiaggia, mentre Kabul veniva presa d’assalto dai talebani, lei che ne pensa?

Dal punto della comunicazione non è stata una bella immagine. Chiaramente non mi permetto di giudicare solo da una foto, ma in una situazione così drammatica è chiaro che certi ministri che ricoprono ruoli così importanti dovrebbero fare più attenzione in certi momenti anche al luogo dove sono. Diciamo che è stata una brutta immagine che sicuramente non serve a lui e né tantomeno al nostro Governo. Da questo punto di vista mi auguro che possa rimediare immediatamente. A tal proposito so che le commissioni Difesa e Esteri sono convocate per il 24 agosto e spero ci sia presto una sessione parlamentare per esporre più nel dettaglio ciò che sta avvenendo e soprattutto che ci si adoperi in maniera rapida per aiutare tutte quelle persone che meritano il nostro aiuto ad uscire dal Paese”

E dal punto di vista migratorio, questa tragedia umanitaria non creerà delle conseguenze?

Bisognerà fare molta attenzione da questo punto di vista, perché sarà una gestione molto difficile che potrebbe mettere in una condizione di instabilità i paesi confinanti come il Pakistan, e soprattutto dovremo controllare i flussi migratori di centinaia di migliaia di persone che potrebbero riversarsi in occidente e in Europa. Sono problematiche che d’altronde abbiamo già conosciuto ai tempi della guerra in Siria e proprio per questo sarebbe bello se l’Europa iniziasse sin da ora ad attuare una seria politica di aiuto, anziché poi aprire le porte a tutti senza alcun controllo, anche perché il rischio è quello di non sapere chi possa davvero nascondersi tra queste migliaia di persone in fuga”

 

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