Durigon, Nugnes a iNews24: “Draghi tace altrimenti capiremmo di non avere bisogno di banchieri al governo”

La senatrice di Sinistra Italiana, Paola Nugnes critica le parole del Sottosegretario Durigon, che solo pochi giorni fa aveva proposto di intitolare il parco di Latina ad Arnaldo Mussolini: "Sono parole gravissime, ma purtroppo sono anche il segno dei tempi che stiamo vivendo". Nessun dubbio sulla possibile mozione di sfiducia nei confronti dell'esponente leghista: "Sarei per la rimozione di tutti questi personaggi ambigui che in realtà non meritano affatto di essere rappresentanti di nessuno"

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Paola Nugnes (da Getty)

La maggioranza è ancora in subbuglio per le dichiarazioni del sottosegretario Claudio Durigon, che solo pochi giorni fa, a Latina, ha proposto di intitolare il parco “Falcone e Borsellino” al fratello del duce, Arnaldo Mussolini. Come commenta la vicenda?

“Ovviamente trovo la proposta di Durigon assolutamente fuori luogo, e questo nonostante la strumentalizzazione politica. Quelle del sottosegretario sono parole gravissime, ma sono anche un segno dei tempi che stiamo vivendo; stiamo perdendo non solo la cognizione del nostro passato, ma anche il valore e il peso di quella che è stata la nostra storia. Sinceramente percepisco uno sradicamento generale che è a dir poco preoccupante. Faccio un esempio, quando il M5s diceva che non esistevano più la destra e la sinistra, in pratica stava cominciando a far passare l’idea che non esistevano più quei valori che avevano caratterizzato il 900 e che avevano un significato storico oltre che politico. Nulla di più sbagliato, perché in questo modo, tutto si riduce ad un’astrazione che poi, alla fine, andando a stringere, non significa un bel niente. Non ci rendiamo nemmeno più conto ormai che stiamo perdendo il rapporto con la nostra memoria storica e con quello che ha rappresentato per il Paese, e questo dal mio punto di vista lo trovo terribilmente grave”.

E secondo lei, come si è arrivati a questo punto?

“È un processo iniziato parecchio tempo fa e forse, in questo senso, anche la perdita prematura di tanti personaggi che hanno segnato la nostra storia più recente non ha aiutato, non ultima quella di Gino Strada che è venuto a mancare proprio ieri. Stiamo piano piano perdendo i pilastri della nostra storia e rischiamo di diventare una sorta di magma indistinto. Personalmente ho sempre creduto che le differenze, anche quelle ideologiche, siano fondamentali per mantenere ferme quelle che sono le tappe della nostra storia, e questo proprio perché senza radici non possiamo pretendere di poter guardare al futuro

Le polemiche per le dichiarazioni di Durigon

Claudio Durigon, foto da Facebook

Immagino che al di fuori della strumentalizzazione politica, lei sarebbe per la rimozione del sottosegretario Durigon?

“Certo, io sarei per la rimozione di tutti questi personaggi ambigui che in realtà non meritano affatto di essere rappresentanti di nessuno. Anzi, sarebbe ora di restituire alla rappresentanza politica anche quel valore culturale che ormai si è completamente smarrito. Il punto è che il problema è più ampio e non riguarda solo la sparata del sottosegretario, ma coinvolge un’intera classe politica che ha perso di credibilità e spessore culturale”

Si riferisce a qualcuno in particolare?

“Basti pensare a Conte che oggi viene investito della missione di ricompattare il centrosinistra, quando appena due anni fa invece aveva firmato insieme a Salvini i cosiddetti decreti sicurezza. Ecco, io credo che non si possa passare da una cosa all’altra in modo cosi fugace e superficiale. Dobbiamo tornare a restituire dignità alla politica e alla rappresentanza. Per farlo però, dovremmo tutti quanti dare prova di una grande capacità politica, culturale e di coerenza etica, e non mi sembra che questo stia avvenendo”

Ma secondo lei la proposta di Durigon nasconde dietro una strategia politica ben precisa, oppure, per quanto inaccettabile, si è trattato di uno scivolone personale del sottosegretario?

“Credo che quelle dichiarazioni rappresentino proprio una volontà politica di andare a tagliare le radici della nostra storia. C’è dietro un’intenzione ben precisa, che è quella di non riconoscere più i pilastri che sostengono la nostra identità. Noi abbiamo dei valori fondativi molto pesanti che affondano la memoria nella Costituzione, eppure assistiamo da tempo a continui tentativi di sabotarne i principi fondamentali. Stanno cercando di toglierci l’ancora che ci permette di tenere i piedi a terra, perché vogliono farci fluttuare tra una destra e una sinistra quasi indistinte, dove possiamo affermare qualsiasi cosa in ogni momento e subito dopo il suo contrario, senza rendere conto di niente a nessuno. È questo il rischio più grande che corriamo, e non dobbiamo mai dimenticarlo”

Caso Durigon, il silenzio di Draghi

Decreto Covid
Le parole del Presidente del Consiglio (Screenshot Youtube)

Ritiene che tra le forze politiche ci sia chi sta cercando di contendersi il voto dei nostalgici?

“Questo mi pare sia ormai evidente, anche perché è parecchio tempo che soprattutto la destra cerca di parlare solo alla pancia della gente e stuzzicarne gli istinti più emotivi. È così che funziona il populismo di destra, e lo specifico perché di per sé, la parola populismo non sarebbe neppure qualcosa di negativo, solo che poi va tradotto in qualcosa di concreto, perché sennò è solo un modo per cercare consenso elettorale. Purtroppo oggi c’è un vuoto da questo punto di vista, tutto è diventato più superficiale e si parla solo attraverso spot pubblicitari e post sui social, in cui la politica viene solo dichiarata, per poi non essere mai attuata veramente

E il silenzio di Draghi sulla vicenda?

“Credo che anche il silenzio di Draghi sia un chiaro sintomo dei tempi che stiamo vivendo. È il compimento di quella volontà che vuole uniformare il dissenso e che vuole renderci tutti uguali posando un velo sulla realtà. Anche la stampa e la tv non esprimono più un senso critico, ma solo una forte polarizzazione su diversi argomenti, per cui nulla viene davvero discusso e vissuto fino in fondo. D’altronde ormai funziona così per tutto, o stai da una parte o dall’altra, ed è anche per questo che non vogliamo andare più in profondità alle varie questioni. Ora, tornando al caso Durigon, Falcone e Borsellino rappresentano esattamente quella profondità e la memoria di un Paese che deve riflettere su sé stesso per capire dove vuole andare e che cosa vuole essere. Non mi stupisce che vogliano rimuoverli dalla memoria, perché sono due punti di riferimento scomodi, due figure il cui ricordo ci spinge a riflettere e a fare un esame di coscienza. Forse è proprio per questo che Draghi sta zitto su questa vicenda, anche perchè in caso contrario, forse, rischieremmo davvero di renderci conto che non ci serve un banchiere per risolvere i problemi del nostro Paese”

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