Afghanistan, i talebani alle porte di Kabul. Le cancellerie internazionali preparano l’evacuazione del personale diplomatico

La riconquista del territorio afghano da parte dei talebani incontra sempre meno resistenze da parte dell’esercito regolare di Kabul. Il Paese si prepara a cadere nelle mani del regime islamista, mentre il governo americano e le cancellerie europee si apprestano a ritirare i propri connazionali ancora nel Paese

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Attentato Kabul
Afghanistan, attentato a Kabul (Foto: Getty)

Non accenna a fermarsi l’avanzata dei talebani in Afghanistan, proprio oggi infatti tramite il loro portavoce Zabihullah Mujahid, è arrivato l’annuncio che le truppe islamiste hanno preso il controllo della città di Sharana, nel sud est del Paese. Giovedì scorso invece erano già state conquistate Kandahar e Herat, rispettivamente la seconda e la terza città dell’Afghanistan. Nel messaggio annunciato su Twitter, si parla anche di  “un’amnistia generale” per chi abbia collaborato “con gli occupanti o faccia parte dell’amministrazione di Kabul”, garantendo anche che i diplomatici e i rappresentanti delle sedi estere non correranno alcun rischio.

Nel frattempo il portavoce del Pentagono, John Kirby, ha dichiarato che nella capitale afghana stanno arrivando alcuni contingenti Usa con il compito di supportare il personale diplomatico ed aiutare gli altri connazionali a lasciare il Paese, prima dell’ingresso delle talebani a Kabul, previsto per la prossima settimana.

In un messaggio alla nazione il presidente afghano, Ashraf Ghani, ha annunciato “consultazioni per porre fine alla guerra”, aggiungendo anche  che non permetterà “la morte di altre persone innocenti, la scomparsa delle conquiste degli ultimi 20 anni, la distruzione di strutture pubbliche e la continuazione dell’instabilità”.

Dal punto di vista umanitario la situazione intanto si fa sempre più difficile, con conseguenze devastanti per i civili. Secondo l’Onu infatti, sarebbero  più di 250.000 le persone che sono state costrette a fuggire dalle proprie case per paura di ritorsioni da parte dei talebani, e molti di loro sarebbero attualmente ammassati nella capitale afghana, per strada, nei parchi e  in altre sistemazioni di fortuna.

Il completamento della missione americana e l’evacuazione del personale diplomatico

italia afghanistan
Dopo quasi 20 anni di missione, l’Italia lascia l’Afghanistan (Getty Images)

Il Pentagono avrebbe dunque avviato la pianificazione per un “ritiro completo della missione americana” a Kabul, ritenendo ormai “inevitabile” la chiusura dell’ambasciata,  che come ha rivelato la Cnn, avrebbe  invitato il proprio personale a distruggere i documenti sensibili e i materiali “che potrebbero venire usati come strumenti di propaganda”. Sulla stessa linea anche l’indicazione del governo britannico, che ha ha annunciato l’invio di 600 soldati per permettere l’evacuazione dei connazionali rimasti ancora nel Paese e dell’ex personale afghano.

Anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha annunciato di aver parlato con il premier Draghi e di stare monitorando l’evolversi della situazione insieme all’intelligence e ai ministri Guerini e Lamorgese: “La priorità è mettere in sicurezza i nostri connazionali ancora a Kabul. Escludo un nuovo impegno militare, ma non possiamo pensare di abbandonare dopo 20 anni il popolo afghano. Per quanto riguarda la nostra ambasciata a Kabul- ha aggiunto  “Ci stiamo preparando ad ogni evenienza, anche quella dell’evacuazione. Se sarà necessario, con l’importante aiuto della Difesa, porteremo tutti in sicurezza in Italia, in tempi rapidi”

 

 

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