Durigon, arriva l’ultimatum: o si dimette oppure è già pronta la mozione di sfiducia

Si accende lo scontro tra i partiti di maggioranza dopo le dichiarazioni del Sottosegretario Claudio Durigon, che aveva espresso la volontà di intitolare (ancora una volta) il parco di Latina ad Arnaldo Mussolini. Pd, M5s e Leu pronti a presentare una mozione di sfiducia.

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Claudio Durigon, foto da Facebook

Non accenna a placarsi la polemica che ha investito il sottosegretario all’Economia della Lega, Claudio Durigon, per il quale una grossa parte della maggioranza vorrebbe ora chiedere al premier Draghi una sua estromissione dalla squadra di governo.

Questa volta lo scontro politico è nato a seguito delle dichiarazioni dell’ex sindacalista dell’Ugl, oggi uomo forte di Salvini nel Lazio, che a proposito del parco di Latina, intitolato oggi a Falcone e Borsellino, ha auspicato un ritorno alla vecchia denominazione, dedicata già un tempo al fratello del duce, Arnaldo Mussolini.

L’imbarazzo di Draghi e il pressing di Pd, M5s e Leu

Draghi, lettera delle Regioni
Mario Draghi (Foto: Getty)

La Lega continua a minimizzare l’accaduto e a difendere il suo sottosegretario, ma dal Pd al M5s, fino a Leu, Si e alcuni pezzi di Forza Italia e Gruppo Misto, la richiesta di dimissioni si fa sempre più pressante, al punto da presentare un ultimatum: o Durigon lascia, oppure si ricorrerà alla mozione di sfiducia.

Anche il premier Draghi, nonostante il silenzio mantenuto finora sulla vicenda, è in una situazione di palese imbarazzo, come sottolineano alcuni esponenti dell’ala sinistra della maggioranza: “Chi glielo spiega all’Europa, che ci presta 200 miliardi, che nel governo italiano siede un signore che fa apologia di fascismo?”, ha dichiarato il dem Enrico Borghi.

Non sarà Draghi molto probabilmente ad estromettere il sottosegretario leghista per sua iniziativa, ma il premier potrebbe essere costretto a farlo nel caso in cui la mozione di sfiducia del Pd venisse approvata. In quel caso infatti, non ci sarebbe più margine per alcuna trattativa e Durigon sarebbe dunque costretto a lasciare l’ incarico.

Proprio il segretario del Pd, Enrico Letta, ha speso parole molto dure nei confronti del sottosegretario del Carroccio, reo di aver pronunciato parole che “infangano in un colpo solo l’antifascismo e la memoria di due eroi civili come Falcone e Borsellino». Gli fa eco la capogruppo dem alla Camera dei deputati, Debora Serracchiani, che ha definito “inaudito sostituire la memoria di Falcone e Borsellino con quella di un fascista“, invitando Durigon a dimettersi, “altrimenti ci penserà il parlamento”

Anche il M5s si unisce al coro di critiche, con Conte e i ministri Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli che si dichiarano pronti a votare la mozione di sfiducia dopo le parole “aberranti” dell’esponente leghista.

Le parole dell’Anpi e la difesa della Lega

covid salvini
Matteo Salvini (Getty Images)

Non ha mancato di far sentire la sua voce anche l’ANPI tramite il suo presidente, Gianfranco Pagliarulo, che ha duramente criticato le parole del sottosegretario leghista, definendolo “incompatibile con il suo ruolo di governo” e non risparmiando critiche anche al segretario Salvini, reo di negare la presenza di simpatie fasciste nella Lega. Affermazioni molto pesanti, giunte proprio nel giorno in cui ricorrevano i 77 anni dall’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, dove nazisti e fascisti trucidarono 560 civili, 130 dei quali erano bambini. «Un orrore che non sarà mai dimenticato», ha promesso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ha parlato invece di “strumentalizzazione per colpire Salvini”, il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, che però ha anche preferito prendere le distanze dalla sparata di Durigon, precisando che: “io a casa mia non intitolerei mai un parco a Mussolini o al fratello di Mussolini e intitolerei invece 100 parchi alla memoria di due grandi eroi quali Falcone e Borsellino».

Nonostante la tensione all’interno della maggioranza sia palpabile, così come l’imbarazzo del premier per tutta la vicenda, tuttavia la mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario all’Economia della Lega non verrà discussa in Aula prima di settembre.

 

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