Roma, in ricordo di Tiziana Laudani. Il padre: “Non avrò pace finché non sarà fatta giustizia”

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Sono passati cinque anni da quel 9 agosto 2016 in cui Tiziana Laudani, una ragazza romana di 38 anni, morì dopo il cedimento di una grata posizionata alla bell’e meglio dentro l’area di un cantiere. Siamo nei pressi della Tiburtina, popolosa area a Est di Roma. Per quella morte c’è oggi un processo che vede rinviato a giudizio il procuratore fallimentare dell’impresa.

Tiziana Laudani (iNews24.it)

Sotto l’asfalto di Largo San Giuseppe Artigiano, luogo della tragedia, doveva infatti nascere un parcheggio sotterraneo. La ditta che si occupava dei lavori, però, mostrò istanza di fallimento. Motivo per cui si aprì il contenzioso col Comune di Roma. Da allora quell’area è sempre rimasta nel più totale abbandono e degrado. Fino alla morte di Tiziana: “È volata giù per otto metri – racconta ai microfoni di iNews24.it Fabrizio Montanini, presidente del comitato di quartiere – qui non c’era niente, nemmeno le grate che vedi ora. Poteva capitare a chiunque.”

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Il comitato di quartiere ha organizzato, come ogni anno da cinque a questa parte, una commemorazione in ricordo di Tiziana. Presente anche la sua famiglia, con la sorella Ombretta e il padre Carlo che chiedono giustizia: “Siamo totalmente abbandonati, come in tutte le periferie di Roma – si sfoga Ombretta ai nostri microfoni – i cittadini di questo quartiere avevano già denunciato questo stato di degrado ben prima della morte di Tiziana.” “Io non avrò pace finché non vedrò la sentenza di condanna per il principale imputato – dice Carlo Laudani – che sia fatta giustizia per mia figlia.”

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