Green pass, Lamorgese chiarisce: “I gestori non possono chiedere i documenti dei clienti”

Il personale di ristoratori e locali non è agente di polizia, così la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese annuncia una circolare del Viminale per venire incontro alle richieste dei ristoratori

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Lamorgese
Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese (Getty Images)

Titolari di bar e ristoranti non dovranno chiedere i documenti ai clienti, lo chiarisce la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, nel corso del tavolo istituzionale indetto a Torino sui temi dell’ordine pubblico. A placare i malumori della categoria arriverà in giornata una circolare del Viminale che chiarirà come questo compito spetti alle forze dell’ordine, che effettueranno controlli a campione sulla clientela.

L’obbligo di possedere il green pass è entrato in vigore il 6 agosto. Sulla base del decreto legge del 23 luglio, infatti, soltanto con il lasciapassare è possibile accedere a luoghi pubblici a rischio assembramenti come ristoranti al chiuso, cinema, teatri, musei, impianti sportivi, piscine, palestre e parchi tematici. Se per la scansione del codice QR gli esercenti possono scaricare l’app Verifica-C19, più difficile è stabilire se l’attestato appartiene effettivamente al cliente che si ha davanti senza controllare il suo documento di identità.

Ristoratori o poliziotti?

Il dubbio che ha scatenato le proteste dei ristoratori deriva dal fatto che, sebbene il decreto legge varato dal governo non citi esplicitamente l’obbligo per gli esercenti di accertare le generalità della clientela, questo è però presente nell’applicazione necessaria a scansionare il codice. Verifica-C19, infatti, indica chiaramente di confrontare i dati del green pass esaminato con quelli anagrafici riportati su un documento in corso di validità.

I ristoratori sono scesi in piazza per chiedere di non dover effettuare controlli “da poliziotti”, ma nemmeno la precisazione della ministra Lamorgese è servita a placare le loro rimostranze. Confesercenti e Confcommercio chiedono che i titolari di locali pubblici siano esentati dalle sanzioni amministrative previste nell’eventualità che si presentino avventori privi di green pass o con lasciapassare contraffatto. Sono infatti previste multe da 400 a 1000 euro sia per l’avventore che per il gestore, oltre alla chiusura da 1 a 10 giorni dell’attività dopo due violazioni commesse in giornate diverse.

Il successo del green pass

Il governo rivendica il successo del green pass e il ministro della Salute, Roberto Speranza, diffonde la cifra dei 20 milioni di certificati scaricati in tre giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. Può richiedere il lasciapassare chi ha effettuato almeno una dose di vaccino nei nove mesi precedenti, chi è guarito dal Covid19 da non più di sei mesi o chi si è sottoposto a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti.

Green pass a scuola e sui mezzi pubblici

A partire dal primo settembre, il green pass sarà obbligatorio anche per il personale scolastico degli istituti di ogni ordine e grado. Il mancato possesso del certificato comporterà un’assenza ingiustificata e dopo cinque giorni di mancata presenza è prevista la sospensione senza stipendio del docente o dell’addetto Ata. A controllare il possesso del lasciapassare dovranno essere i dirigenti scolastici.

Sempre a partire da settembre, il possesso del green pass sarà necessario anche per viaggiare su aerei, navi e traghetti (escluso quello sullo Stretto di Messina), nonché per i treni Intercity e ad altra velocità. Il codice dovrà essere esibito anche per prendere gli autobus a lunga percorrenza.

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