Semestre bianco, chi salirà al Quirinale tra sei mesi? Ipotesi Mattarella bis o Draghi Presidente della Repubblica

Nuovo incarico al presidente Mattarella oppure la nomina di Mario Draghi come nuovo Capo dello Stato, da questa scelta dipende l'equilibrio del governo fino al 2023

0

Mario Draghi

Sono soltanto due le ipotesi che tengono banco all’inizio del semestre bianco che segna gli ultimi sei mesi di mandato del Presidente della Repubblica. Una rinomina affidata dal Parlamento a Sergio Mattarella oppure la scelta dell’attuale presidente del Consiglio, Mario Draghi, per salire al Quirinale ben prima della fine della legislatura. Due eventualità smentite più e più volte dai diretti interessati, ma che sono le uniche che gli analisti ritengono plausibili a questo punto.

A febbraio il Parlamento in seduta comune dovrà riunirsi per nominare un nuovo Presidente della Repubblica. Sei mesi mancano a quella data. Sei mesi caratterizzati dalla norma costituzionale che impedisce al Quirinale di sciogliere le Camere anticipatamente. Per questo, in occasione del voto sulla riforma del Procedimento Penale della ministra Cartabia, si era temuto che tornassero a far sentire la propria voce i partiti -ridimensionati da quando Mario Draghi ha accettato il mandato di formare un nuovo governo. Così non è stato e la fiducia sui due articoli della legge è stata approvata da Montecitorio senza particolari intoppi.

La partita del Quirinale

Il voto sul nuovo Capo dello Stato è l’appuntamento principale che caratterizzerà l’assetto del governo fino a fine legislatura. Su questo punto, i partiti hanno posizioni nettamente diverse. A cominciare dal centrodestra, che spinge per la scelta del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, come nuovo Presidente della Repubblica. Lo stesso segretario della Lega, Matteo Salvini, ha ribadito in diverse occasioni che è l’ex-presidente del Consiglio il loro candidato al Quirinale.

Mario Draghi presidente della Repubblica

Diverse le sensibilità e le posizioni a centrosinistra. Sebbene l’attuale presidente del Consiglio, Mario Draghi, abbia più volte ribadito di voler portare a termine il suo mandato fino al 2023, sono molti gli esponenti del Pd convinti che una sollecitazione ampia delle forze che lo sostengono potrebbe convincere l’ex-governatore della Bce ad accettare il settennato al Quirinale. Un’idea che non dispiace né a Fratelli d’Italia -unica opposizione- né all’ala governista del Movimento 5 Stelle.

La salita di Draghi al Quirinale è stata “benedetta” anche da padri nobili del centrosinistra come Romano Prodi, mentre viene smentita con forza dallo staff del Presidente. Sono in tanti, infatti, tra ministri e sottosegretari che vorrebbero portare avanti la legislatura fino al 2023. Perché ciò accada, però, dovrebbe verificarsi una condizione fondamentale: Sergio Mattarella dovrebbe accettare un nuovo mandato come Capo dello Stato.

Nuovo mandato a Sergio Mattarella

È stato lo stesso Sergio Mattarella a smentire questa eventualità, in maggio durante una visita a una scuola di Roma si è lasciato andare a un «sono vecchio, tra qualche mese potrò riposarmi». Eppure, molti in Parlamento credono che se richiesto con forza da tutte le forze politiche, l’attuale inquilino del Quirinale non potrebbe che ripetere quello che fece il suo predecessore, Giorgio Napolitano, e accettare un nuovo incarico -magari a tempo. Unico ostacolo a questa soluzione resterebbe l’opposizione dei leader dei partiti di centrodestra, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, che vorrebbero andare il prima possibile alle elezioni e non attendere fino al 2023 con Mario Draghi a Palazzo Chigi.

Incognita resta oggi la posizione di Matteo Salvini e dei 45 voti di cui dispone in Parlamento, già decisivi in occasione del siluramento della nomina di Romano Prodi nel 2013.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui