Green pass a scuola, rischio sospensione per docenti senza vaccinazione: cosa succederà al ritorno in aula secondo presidi e studenti

Green pass e distanziamento saranno i due problemi principali da affrontare, dai quali potrebbe dipendere il ritorno a scuola in presenza tra poche settimane.

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È atteso nel pomeriggio di oggi, venerdì 6 agosto, un ulteriore incontro tra il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, sindacati e presidi, durante la quale si discuterà del protocollo di sicurezza nelle scuole, alla luce del nuovo decreto. Green pass e distanziamento saranno i due problemi principali da affrontare, dai quali potrebbe dipendere il ritorno a scuola in presenza tra poche settimane. In attesa dell’esito dell’incontro, iNews24 ha raccolto testimonianze dei rappresentanti delle parti in causa.

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Rusconi (ANP): “Le aule non possono garantire il distanziamento. La classe politica ha fallito”

Mario Rusconi - Foto di Facebook
Mario Rusconi – Foto di Facebook

L’auspicio è che la Regione Lazio e l’assessorato competente, che possiedono i dati dei cittadini, dicano alle scuole chi abbia diritto al green pass e chi no”. Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio e preside del Liceo Scientifico Biomedico Roma Aventino, richiama le istituzioni regionali alla collaborazione: “Speriamo che non debbano essere le scuole a verificare il green pass, visto che sono già oberate dal punto di vista amministrativo. Teniamo presente – continua – che in alcuni istituti mancano ancora sia gli impiegati che i direttori amministrativi”.

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Il nuovo decreto prevede l’obbligo del green pass per docenti e personale scolastico. Dopo cinque giorni di assenza, potrebbero essere sospesi anche senza stipendio. Anche questo punto, secondo Rusconi, potrebbe causare problemi organizzativi: “Se un operatore scolastico continua a non presentare il green pass, rischia di diventare un problema. Il decreto legge è molto generico e ci aspettiamo regole ben precise. Ma soprattutto che non si faccia, come nei mesi scorsi, uno scaricabarile. Ognuno deve prendersi le sue responsabilità”.

Scuola proteste studenti
Le proteste degli studenti (Getty Images)

Sul tema del distanziamento invece, come spiega Rusconi, “sembra che i ragazzi potranno stare in aula anche non distanziati, purché abbiano le mascherine. Questo dimostra il fallimento delle politiche della scuola negli ultimi trent’anni, che la pandemia ha riportato a galla. Non sono stati fatti aggiustamenti necessari e non ci sono le aule. Non si sa dove mettere gli studenti”.

Rete degli Universitari di Bologna: “Favorevoli agli screening, ma problemi sono le classi affollate e i trasporti”

Non so se il green pass sia lo strumento risolutivo rispetto al ritorno in presenza, ma siamo assolutamente favorevoli anche alle vaccinazioni. Noi vogliamo tornare in aula e vogliamo farlo in piena sicurezza”, spiega Francesco Martinelli, studente dell’UniBo e membro della Rete degli Universitari di Bologna. “Dopo un anno e mezzo in dad, abbiamo avuto modo di capire l’università si fa in presenza e da questo punto di vista c’è la volontà del Governo di tornare alla normalità”.

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Distanziamento, ma anche trasporti e soprattutto, investimenti nelle università: sono questi i temi portati avanti dagli studenti. “Il tema del distanziamento è centrale, ma resta da capire come verrà organizzato a livello logistico. Già prima della pandemia infatti, nelle università esisteva un problema serio di affollamento delle aule e anche di spazi come le aule studio. Andrebbero fatti investimenti per potenziare questo aspetto, a prescindere dal Covid”.

trasporti pubblici
Con l’avvio della “fase 2”, previste diverse novità per quanto riguarda i trasporti pubblici (Getty Images)

Un altro problema presentato da Martinelli a nome della Rete degli Universitari di Bologna, sono i trasporti: “Va dato atto alla Regione degli investimenti già fatti per potenziare i mezzi pubblici. Ma nella realtà i problemi sono rimasti per chi non abita a Bologna. In città infatti, è facile spostarsi”.
Ritorna poi, il tema dei prezzi degli affitti troppo alti per gli studenti e stavolta diventa collaterale alla pandemia: “Si possono prendere tutte le precauzioni possibili, ma se si vive in cinque in una casa con un solo bagno, diventa difficoltoso. Gli affitti sono alti, quindi spesso si è costretti a vivere con tante persone. Lo stato delle case è basso, in particolare a Bologna”.
Martinelli crede che i controlli a campione, previsti nel decreto, siano uno strumento necessario per monitorare i contagi: “Già in altri casi hanno dimostrato di essere utili nelle scuole e anche in altri ambiti specifici. Penso che Unibo, insieme alle Asl, possa farlo perché ha le capacità organizzative”.

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Secondo USB il green pass è “una vera e propria “tessera del lavoratore” con cui si stabilisce chi ha diritto di lavorare e chi no”

USB Scuola invece, è contro il green pass per il personale scolastico. In un comunicato stampa scrive: “Dopo un lungo periodo caratterizzato da demagogia, mistificazioni e interventi inesistenti, il governo sembra aver trovato una soluzione brillante per garantire la ripartenza della scuola in sicurezza e la continuità dell’attività didattica in presenza: imporre ai lavoratori della scuola una sorta di “lasciapassare” per poter accedere ai propri luoghi di lavoro”.

green pass truffa
Green Pass, su Telegram sta girando una truffa di vendita non autorizzata (Getty Images)

Secondo il sindacato, in questi mesi poco è stato realizzato per risolvere il problema delle cosiddette “classi pollaio”: “Dal primo di settembre ripartirà l’attività didattica e si presenteranno quegli stessi problemi che hanno costretto studenti e docenti alla didattica a distanza, perché nulla è stato fatto in questi mesi da questo governo per ripartire veramente in sicurezza: non un centesimo è stato investito per eliminare le classi pollaio, per assumere docenti e personale ATA, per riammodernare edifici fatiscenti e avviare la costruzione di nuove scuole. Le classi continueranno a contenere un numero elevato di studentesse e studenti che, probabilmente non vaccinati, potranno continuare a essere ammassati nelle aule dopo aver percorso chilometri in mezzi pubblici strapieni: per il traporto pubblico locale, infatti, non è richiesto alcun Green Pass”.

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Sulla sospensione per cinque giorni, USB scrive: “Vogliamo dire con chiarezza che siamo contrari al Green Pass (che non è uno strumento sanitario) il cui non possesso porterebbe i docenti e il personale ATA alla perdita dello stipendio per cinque giorni, per poi arrivare alla sospensione dal servizio”. Sui tamponi invece: I lavoratori non vaccinati saranno costretti a effettuare a proprie spese un tampone ogni 48 ore per accedere a scuola. Non sono previste misure di gratuità né punti tampone a scuola, ma sarebbe stata una misura troppo ragionevole per un governo che non ritiene necessario fornire uno screening preventivo anche per alunni e studenti”.

USB Scuola chiede “l’immediata revoca del provvedimento che rappresenta una vera e propria “tessera del lavoratore” con cui si stabilisce chi ha diritto di lavorare e chi no, invitando il governo a garantire la vera ripartenza in sicurezza, possibile solo non ammassando 30 alunni in classi inadeguate e provando finalmente a pensare un piano assunzionale serio che garantisca più lavoratori a tempo indeterminato in condizioni di lavoro sicure”.

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