Variante Delta, i dieci consigli per evitare il contagio

L'epidemiologo Massimo Ciccozzi ritiene che il green pass non sia realizzabile nei mezzi pubblici a breve percorrenza.

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L’idea di utilizzare il green pass nei mezzi pubblici a breve percorrenza, non è realizzabile”. A dirlo, ai microfoni di iNews24, è Massimo Ciccozzi, direttore dell’Unità di statistica Medica ed Epidemiologica del Campus Biomedico di Roma. “Per la lunga percorrenza è possibile anche perché è facile poterlo controllare. Nel caso di metro a autobus invece, come si fa?”, continua.

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Professore, secondo lei il green pass aiuterebbe a controllare i contagi all’interno dei mezzi pubblici?
Per la lunga percorrenza è possibile anche perché è facile poterlo controllare. Nel caso di metro e autobus invece, come si fa? Ben venga il green pass, perché aiuta a convincere le persone a vaccinarsi. Ma nel caso dei mezzi a breve percorrenza, credo che sarebbe meglio aumentare le corse e dei mezzi, scaglionando le entrate”.

Come si sa, è importante non abbassare la guardia e continuare a rispettare le norme anti-Covid. Perché?
Il Sars-CoV-2 è un virus di tipo respiratorio, quindi si trasmette a distanza ravvicinata. La prima precauzione è stare a distanza, ma non sempre è possibile. Quando non si può, va indossata la mascherina. In secondo luogo, bisogna igienizzare le mani, dato che il Sars-CoV-2 va via con acqua e sapone, che scioglie e distrugge la parte grassa del virus. Questo vale anche per la variante Delta, perché i coronavirus sono tutti uguali. Anche se le mutazioni lo rendono più o meno contagioso, si trattano tutti allo stesso modo. L’altra arma che abbiamo è la vaccinazione in doppia dose. Una sola dose protegge solo al 32-33% dalla variante Delta”;

Massimo Ciccozzi - Foto di Università Campus Bio-medico di Roma
Massimo Ciccozzi – Foto di Università Campus Bio-medico di Roma

Le stesse regole valgono anche per i vaccinati? Perché?
L’ultimo studio israeliano dimostra che anche dopo la doppia dose di vaccino a mRna, la percentuale di infettarsi è al 27%. Quindi anche i vaccinati devono rispettare le regole delle mascherine e del distanziamento. Il vaccino recide il filo che tiene insieme l’infezione e la malattia. Grazie a quest’ultimo non si va in ospedale e non si muore”;

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Circa il 90% dei soggetti anziani sono coperti dalla vaccinazione. Chi sono adesso i più a rischio e come proteggerli?
Almeno quattro milioni e mezzo di over 50 non sono ancora vaccinati, forse per indecisione, perché è stata fatta molta confusione tra i vaccini. Ma questa fascia di età è quella attualmente più a rischio di ospedalizzazione”;

Come proteggere le persone più a rischio che non possono fare il vaccino?
“Con l’immunità di gregge che si raggiunge con il 70-80% della popolazione vaccinata. È l’unico modo per proteggere chi non può vaccinarsi per un motivo di salute”;

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Se si sta in un gruppo di persone vaccinate, si devono rispettare comunque le regole del distanziamento e delle mascherine?
Per ora anche i vaccinati devono rispettare queste regole con lo stesso rigore, fino a che il virus non circolerà il meno possibile e non si svilupperanno ulteriori varianti. Adesso non è ancora finita”;

Consiglia le vacanze all’estero? Quali sono i rischi di contagio e come ridurli?
L’Italia è tanto bella, perché andare all’estero? Per quest’anno consiglio di non andare fuori dal nostro Paese. Ma ovviamente è una scelta e i rischi che troviamo all’estero sono gli stessi che dell’Italia. Se ci si protegge con distanziamento, mascherine e lavando le mani, non ci si infetta. Non penso che tutte le persone che sono andate all’estero, sono poi tornate a casa con il Covid. Mantenendo tutti, anche i vaccinati, le tre regole fondamentali, non corriamo grandi rischi”;

green pass
Green Pass, tutte le novità a partire dal mese di settembre (Getty Images)

Anche in Italia, come in altri Paesi europei, potrebbe essere ridotta la quarantena per i vaccinati da dieci a sette giorni. È prudente?
Direi che potrebbe bastare un tampone negativo. Studi dimostrano che i vaccinati positivi non hanno una carica virale elevata, ma possono comunque infettare. È quindi ragionevole abbassare il periodo a sette giorni, ma basterebbe un tampone”;

Uno sportivo vaccinato risultato positivo al Sars-CoV-2, una volta finita la quarantena e negativo al tampone, secondo lei dovrebbe fare visite specialistiche per ricominciare le attività agonistiche?
Una visita di controllo va sempre fatta e credo che se ne occupino le società sportive. Questo virus attacca tutti gli organi, sia nel caso dei non vaccinati che dei vaccinati”;

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Chi dovrà fare la terza dose di vaccino?
C’è ancora un dibattito in merito, ma gli israeliani sono già partiti con le terze dosi. Probabilmente si dovrà fare, ma credo che si procederà in base alle categorie. Dovrebbero farla ad esempio, le persone fragili. Vedremo però altri studi su quanto tempo gli anticorpi rimangono, e sulla memoria immunologica anche nel caso in cui gli anticorpi siano bassi”;

Green pass o obbligo vaccinale per studenti e insegnanti?
Credo che gli insegnanti debbano rientrare nella stessa categoria del personale sanitario, perché lavorano con i giovani, che se non vaccinati sono i veicoli maggiori del virus, perché hanno una socialità maggiore”.

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