Green pass, il governo obbligherà le aziende a chiederlo ai dipendenti? La previsione del sindaco-deputato Tiramani (Lega)

Il deputato della Lega, Paolo Tiramani, si dice favorevole alla possibilità di obbligo vaccinale sul posto di lavoro per quanto riguarda le aziende: “Dobbiamo tutelare le attività che già hanno sofferto in questo anno e mezzo di chiusure e lockdown”. L’esponente del Carroccio esprime invece dei dubbi circa l’imposizione dell’obbligatorietà nel mondo della scuola: “I non vaccinati sono una netta minoranza, credo sia possibile trovare delle soluzioni differenti“

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Paolo Tiramani, foto da Facebook

La road map del governo fisserà da venerdì le date per i vari settori rispetto all’utilizzo del Green pass, nel frattempo proprio ieri il premier Draghi ha convocato a Palazzo Chigi i leader sindacali di Cgil, Cisl e Uil, per discutere le eventuali misure rispetto all’obbligo vaccinale nelle aziende. Da una parte c’è Confindustria che preme, dall’altra invece ci sono i sindacati che temono che sia una scusa «per discriminare e licenziare”

“Secondo me è normale che Confindustria voglia tutelare le aziende che già hanno sofferto in questo anno e mezzo di chiusure e lockdown. Dobbiamo pensare a tutelare l’occupazione ad ogni costo e sinceramente sono favorevole al fatto che si vada verso la vaccinazione obbligatoria anche sul posto di lavoro”  

Quindi quella dei sindacati è una paura infondata?

“Credo proprio di sì, anche perché dopo i periodi di chiusure consistenti che ci sono stati, le aziende e gli imprenditori hanno un assoluto bisogno di ripartire, ed è chiaro quale sia la loro preoccupazione. Parliamo di persone che per mesi hanno continuato a pagare gli stipendi, aiutati anche dalle forme di integrazione messe a disposizione dallo Stato, e che comunque ci hanno sempre messo la faccia, quindi ora è giusto che le loro attività siano tutelate

I leader sindacali hanno risposto all’unisono di non essere ostili alla proposta, ma che dovrà essere il governo a introdurre l’obbligo per legge”, aggiungendo che “non è compito del sindacato di imporre il Green Pass ai lavoratori e tantomeno farlo tramite un accordo che non abbia valenza legislativa”

“In questo caso devo dire di essere d’accordo anche con loro, perché quella relativa all’obbligo è una misura che va istituita in una forma netta e non si possono lasciare le varie categorie professionali nell’incertezza”

Rimandato l’obbligo vaccinale a scuola

Scuola proteste studenti
Le proteste degli studenti (Getty Images)

Al momento è stata anche esclusa la possibilità di imporre l’obbligo vaccinale al personale scolastico e agli studenti; si attenderanno dunque gli sviluppi  nel mese di Agosto e, solo nel caso in cui non si dovessero raggiungere le percentuali necessarie, allora scatterebbe l‘obbligatorietà. Le sembra un buon compromesso?

“Direi proprio di sì, anche perché nella scuola oltre l’85% degli insegnanti si sono già vaccinati spontaneamente e questo già di per sé mi sembra un ottimo risultato. Io sono un pro-vax convinto, quindi tutto ciò non può che farmi piacere. Sul Green pass, l‘unico dubbio che ho riguarda gli studenti, e il fatto che possa effettivamente essere uno strumento legittimo anche per dei soggetti minorenni”

E qualora a settembre questo zoccolo duro di insegnanti non vaccinati dovesse persistere, in quel caso sarebbe propenso all’obbligo?

“Si tratta di un piccolo zoccolo e francamente credo che all’interno della scuola sia possibile anche studiare delle soluzioni differenti per evitare il contatto con questa minoranza”

Anche per quanto riguarda i trasporti ancora non c’è una data certa. Matteo Salvini è in pressing e ha già chiesto al governo di far slittare a settembre la partenza della certificazione verde, così da non rischiare di interferire con le vacanze degli italiani.

“Sono assolutamente d’accordo, soprattutto il turismo è già in ginocchio e porre questo tipo di limitazioni con la stagione ancora in corso sarebbe una vera e propria follia”

Le differenti opinioni nel Governo su Green pass e vaccini

Cdm, approvato decreto Proroghe
Renato Brunetta e Mario Draghi (Facebook)

Il ministro Speranza però non la pensa esattamente così…

“Il ministro Speranza spesso si è fatto notare per essere contro gli italiani, e d’altronde non è nemmeno la prima volta che dimostra di avere una visione un po’ strana sia del mondo del lavoro che dell’economia del Paese”

Le differenze di vedute su questo tema però non ci sono solo con il ministro della Salute o con il segretario del Pd Enrico Letta, tant’è che ieri il ministro Brunetta, che è anche un vostro alleato nel centrodestra, ha dichiarato: “Se serve facciamo pure una legge che obblighi tutti i cittadini a vaccinarsi, o determinate categorie”

“L’orientamento in realtà è molto simile, soprattutto nel momento in cui dal Cdm usciamo con un provvedimento che, come quello sul Green pass, è stato votato all’unanimità. Poi giustamente Salvini ha detto che bisognerà apporre delle modifiche in sede legislativa, però sull’idea che la gente si debba vaccinare e che si debbano rispettare certe regole, mi pare che siamo tutti concordi, chi con accezioni più rimarcate, chi meno”

Onorevole, lei oltre ad essere un parlamentare ricopre anche il ruolo di sindaco di Borgosesia, un piccolo comune nel piemontese, dove per incentivare l’immunizzazione degli over 60 ancora incerti è arrivato anche ad offrire dei percorsi di benessere con piscina e palestra gratis. All’inizio dell’intervista si è dichiarato un pro-vax ed è stato anche tra i volontari per la sperimentazione del vaccino italiano Reithera. Cosa ha pensato nel vedere diversi suoi colleghi della Lega scendere in piazza a contestare il green pass e, in alcuni casi, l’efficacia dei vaccini?

“Partiamo da un presupposto: io credo nella scienza, ed avendo fatto economia e commercio, non posso fare altro che fidarmi di chi invece ha studiato medicina e conosce la situazione sanitaria e l’efficacia dei vaccini. Sulle proteste contro il Green pass ritengo che abbia già detto tutto il nostro capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, affermando che quella non era la nostra piazza e non era un’iniziativa del partito. Detto questo, il fatto che ci siano stati alcuni colleghi in piazza a contestare un orientamento che era stato approvato dal Cdm, non credo sia qualcosa di costruttivo

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