Green pass, Laforgia (Leu) a iNews24.it: “Salvini e Meloni irresponsabili, strizzano l’occhio ai no vax”

Il senatore di Leu, Francesco Laforgia, difende l'adozione del Green pass e cerca il dialogo con le piazze della protesta: "Dobbiamo riuscire a spiegare che c’è una relazione tra la copertura vaccinale e il crollo delle ospedalizzazioni, per farlo serve un processo di accompagnamento consapevole". Dura presa di posizione sulla presenza dei parlamentari leghisti in piazza: "Alcuni esponenti politici sembrano affidarsi più allo sciamanesimo che alla scienza", mentre sull'obbligo vaccinale nele scuole, l'esponente di Leu non ha dubbi: "Per il ritorno in presenza l’unica strada è far sì che studenti e professori siano coperti dal vaccino”

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Francesco Laforgia (foto da Facebook)

La discussione sul Green Pass sta continuando a monopolizzare il dibattito dentro e fuori dal Parlamento. In questi giorni ci sono state numerose manifestazioni in tutta Italia, lei cosa ha pensato vedendo quelle piazze ?

“Intanto le piazze non devono mai essere criminalizzate e la politica dovrebbe sempre cercare di guardarci dentro, perché è vero che ci saranno dei fanatici, ma starei attento a classificare come no vax anche tutte quelle persone che, ancora oggi, nutrono qualche dubbio rispetto alla possibilità di vaccinarsi. Soprattutto a questa parte della popolazione la politica ha il dovere di parlare, non solo con regole ferree e con strumenti di obbligazione, ma anche con un processo di accompagnamento informato. Dobbiamo riuscire a spiegare una cosa molto semplice, che c’è una relazione tra la copertura vaccinale e il crollo delle ospedalizzazioni. Questo vuol dire che dobbiamo vaccinare il più alto numero di nostri connazionali nel minor tempo possibile per evitare la quarta ondata, e questo non vale solo per l’Italia, ma per tutta la popolazione mondiale. L’obbligazione deve essere un processo consapevole, accompagnato da una informazione precisa, perché altrimenti le regole mal sopportate rischiano di funzionare meno

Però le piazze di questi giorni erano proprio una risposta a questo strumento di obbligazione e oltre a contestare apertamente la misura, le persone denunciano una compressione dei diritti individuali

“Questo accade perché qualcuno vuole di metterla sul filosofico, cercando di contrapporre le libertà individuali a quegli strumenti come il Green pass. Ora, pur sostenendo una cosa valida in linea teorica, cioè che le liberta individuali sono inviolabili- cosa a cui credo fermamente- ma il problema è che qui stiamo parlando di una pandemia, e persino la nostra Costituzione prevede che lo Stato possa mettere dei limiti ad alcuni diritti in ragione del quadro sanitario ed epidemiologico. Molto semplicemente, le libertà individuali finiscono laddove inizia la liberta del collettivo, e questa libertà si garantisce solo con la tutela della salute pubblica. Non si comprimono le libertà individuali, ma vengono garantite dal fatto che se ci vacciniamo tutti, avremo la possibilità di tornare ad un vita normale e alla nostra dimensione di socialità”

La Lega in piazza contro il Green pass

covid salvini
Matteo Salvini (Getty Images)

In piazza c’erano anche parecchi esponenti della Lega: da Borghi a Siri fino a Bagnai e Pillon… è tutto normale?

“Non è assolutamente normale, perché se c’è un elemento che avrebbe dovuto tenere insieme una maggioranza inedita e irripetibile come questa, è proprio la lotta alla pandemia. Le forze politiche non avrebbero nemmeno dovuto discutere tra di loro sul tema della campagna vaccinale, almeno io avevo dato per assodato questo elemento, invece sembra che per un pezzo della destra strizzare l’occhio ai no vax sia una cosa normale. Anche Salvini, poco prima della sua vaccinazione, aveva dichiarato che gli under40 possono anche non vaccinarsi perché il Covid per loro è come un’influenza. Sono affermazioni gravi che manifestano una grande irresponsabilità, ancor di più perché pronunciate da chi dovrebbe invece dare l’esempio, e questo vale per Salvini, come per Meloni

Proprio il leghista Siri in piazza ha dichiarato che cederà la sua dose ad un over 60 “che sicuramente ne avrà più bisogno”, mentre Pillon ha detto che “non si possono obbligare le persone a ricevere un vaccino che è ancora in fase sperimentale”

“Sono affermazioni inaccettabili che inquinano il dibattito pubblico e soprattutto confondono le idee alle persone che invece in questo momento dovrebbero avere solo elementi di chiarezza. Ecco perché mi sento di ringraziare sia Draghi che il Presidente della Repubblica, che in questi giorni hanno usato parole di assoluta fermezza, spazzando via settimane di dichiarazioni di esponenti politici che sembrano affidarsi più allo sciamanesimo che alla solidità della scienza”

Obbligo vaccinale per garantire il ritorno a scuola

Scuola proteste studenti
Le proteste degli studenti (Getty Images)

Un altro tema caldo è quello della scuola e dell’obbligo vaccinale e anche qui, come per il certificato verde, la Lega ha già alzato le barricate. Se queste sono le premesse come si fa?

“Le premesse non sono incoraggianti, questo è vero, ma noi abbiamo comunque una priorità, quella di garantire che il ritorno a scuola avvenga in presenza, senza se e senza ma. Purtroppo la Dad, che abbiamo sperimentato nei mesi difficili della prima e della seconda ondata, ha prodotto un allargamento delle disuguaglianze che già esistevano. Dobbiamo assolutamente uscire da questo incubo, anche perché la scuola esiste se garantisce innanzitutto la dimensione della socialità, che è l’elemento più prezioso che fa crescere i nostri ragazzi e ragazze. C’è poco da fare, l’unica strada è far sì che studenti e professori siano coperti dal vaccino

Queste differenze di vedute sul Green pass e sull’obbligo vaccinale per la scuola, se si dovessero tradurre in una opposizione netta da parte della Lega, potrebbero causare qualche problema dal punto di vista istituzionale per il governo?

“Come dicevo prima, questa maggioranza inedita e irripetibile- lo voglio ribadire-  si è potuta mettere in piedi innanzitutto in ragione del fatto che bisognava rispondere all’appello del Presidente della Repubblica e costruire un Governo che avesse come primo obiettivo quello della lotta alla pandemia. Se un pezzo significativo di questa maggioranza viene meno rispetto a questo impegno proprio su questo terreno, è evidente che questa scelta avrà un impatto sulla configurazione della maggioranza, e quindi, eventualmente, anche sullo stesso Governo

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